LA STORIA

 
Nel 1200, al tempo di S. Francesco, il Tescio (il ruscello che bagna Assisi) scorreva più in alto e più a monte del suo letto attuale; tutta la zona dietro Assisi era impervia e priva di strade. L’unica via di comunicazione era un viottolo che grossomodo seguiva da Assisi il percorso del Tescio fino a Satriano e Nocera Umbra e proprio qui, dove oggi insiste il villaggio, c’era un passaggio obbligato che attraversava il fiume; il luogo pertanto fu chiamato Passidone e si dice che S. Francesco nelle sue peregrinazioni pastorali passò frequentemente da qui. Nel 1226, S. Francesco trovandosi gravemente malato a Nocera Umbra, fu riportato indietro da una squadra di cavalieri percorrendo questa strada da Satriano ad Assisi e guadando il fiume qui da noi, a Passidone. E’ in memoria di quanto allora accaduto che ogni anno, nella prima domenica di Settembre si organizza la tradizionale Cavalcata di Satriano, con libera partecipazione.
Fu nel 1300 che a seguito dello sviluppo rurale della zona, venne costruito il mulino ad acqua, con l’alto granaio in pietra ancora esistente. Successivamente, durante i secoli seguenti, il fiume deviò leggermente, diminuendo la propria portata ed abbassando il proprio letto. Fu costruito allora un canalone in mattoni e pietre che, prelevando a monte una adeguata quantità di acqua, la conduceva fino al mulino (dove ancora oggi si possono osservare i resti) all’altezza della attuale cantina, transitando per una grande vasca di decantazione (una specie di piscina sub-medievale) dove fino a meno di un secolo fa, la gente del luogo prendeva il bagno in estate, con grande giovamento per la salute della pelle. L’acqua del Tescio, infatti, a meno di un km più a monte, raccoglie diverse sorgenti sulfuree, che i contadini della contrada erano abituati addirittura a bere nei casi di disfunzioni intestinali.
Con le trasformazioni colturali imposte dallo stato pontificio ed a seguito dello spopolamento delle campagne, il mulino divenne antieconomico e fu chiuso nel 1800. Una famiglia di contadini vi si installò alle dipendenze del Conte Bartocci, insigne esponente della curia papale e signore di tutti i terreni circostanti. Per un secolo è stata masseria e centro di produzione agricole e zootecniche; solo recentemente il prof. D’Arrigo Roberto, profondamente impressionato dal misticismo di questi luoghi , tanto speciali quanto selvaggi, decide di convertire le stalle, i fienili, le povere dimore e gli altri annessi agricoli, per una fruizione turistica che riesca a trasmettere ad altri le sensazioni di austerità, pace e fratellanza universale che egli stesso percepì.
   
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