IL PELLEGRINAGGIO NEL TERZO MILLENNIO
IL CAMMINO DI ASSISI

Cammino di Santiago e di Assisi - gemellati
Al più antico e conosciuto Cammino di Santiago si affianca così questa nuova opportunità di pellegrinaggio in uno splendido scenario naturale italiano, che germoglia sotto l’egida di due grandissimi santi come Francesco e Antonio per ravvivare la fiamma di“quell’amore che move il sole e l’altre stelle” che ogni uomo quasi inconsapevolmente porta in sè.
Proprio nel mese di luglio (2007), gli amministratori di Santiago e di Assisi hanno ritenuto di gemellare queste due cittadine per le comuni affinità culturali e spirituali, rinverdendo così il fondamento del pellegrinaggio come vera fonte di “nuova” evangelizzazione
www.camminodiassisi.it

Il Cammino di Assisi sorge quasi spontaneamente, cioè dall’opportunità di concatenare i tanti pellegrinaggi tradizionali che già esistono da secoli in ambito locale (Vedi:Assisi, La Verna, Cerbaiolo, Montecasale, Montepaolo), legati ad antiche e peculiari devozioni e che rivissuti in questa dimensione ridaranno un nuovo slancio alla ricerca interiore rinverdendo l’essenzialità della dottrina di Francesco; anche perché non siano soltanto le pietre a testificare al forestiero il Suo Magistero, ma si rinnovi lungo il cammino e nella stessa comunità assiate l’originale fraternità francescana.
La città di Assisi sarà elevata a: "Luogo di Convergenza Universale" per gli uomini e per le donne di buona volontà, trascendendo così qualunque distinzione di Cultura e Credenza in coerenza dei Principi Fondanti di ogni Vera Religione.
Confidiamo che il forte richiamo di questo Cammino di Assisi, non incida troppo sulle vere motivazioni dei pellegrini che intraprendono codesta esperienza esistenziale



IL CAMMINO DI ASSISI

I Cammini di Francesco e Giacomo verso Compostela
"...Francesco per sua divozione andò a santo Jacopo di Galizia..."
(I Fioretti di San Francesco, IV, 1830 in Fonti Francescane. Editio Minor, Assisi, Movimento Francescano, 1986)
Due personalità, San Francesco e l'Apostolo Giacomo, divise dai secoli ma unite dalla fede e dal desiderio di percorrere le vie del mondo.
San Francesco fu missionario e pellegrino. Percorse larga parte dell'Italia, raggiunse la Terra Santa, predicò in Siria e in Egitto, tentò di raggiungere il Marocco.
San Francesco camminò lungo le vie che migliaia di fedeli seguivano per i loro pellegrinaggi, veri motori della storia del Medioevo europeo. Come tanti suoi contemporanei anche Francesco raggiunse la meta più ambita: Santiago di Compostela.
I Fioretti sono l'unica fonte autorevole a narrare il viaggio di San Francesco verso la Galizia e Santiago di Compostela. È facile immaginare Francesco pellegrino sul Cammino di Santiago.
Il pellegrinaggio verso Santiago di Compostela
Santiago di Compostela nel cuore della Galizia, estrema propaggine occidentale della Spagna, ospita il sepolcro dell’Apostolo Giacomo.
A partire dal IX sec. genti da tutta Europa si spostarono per raggiungere Compostela e le spoglie venerate.
Il Medioevo pellegrino
L'intera civiltà medievale si fonda sull'idea di pellegrinaggio, nel quale convergono fede, passione per il viaggio e per l'avventura.
Per un uomo medievale compiere almeno un pellegrinaggio era indispensabile. Pur di adempiere a questo dovere schiere di fedeli affrontavano viaggi lunghissimi, spesso a piedi, sfidando continui pericoli. Non a caso i pellegrini prima di mettersi in cammino facevano testamento. Oltre Santiago, le altre due grandi mete erano Roma e Gerusalemme.


LE TAPPE DEL CAMMINO

• Assisi: Eremo delle carceri
• Monteluco di Spoleto: Santuario francescano
• Terni: Convento di San Francesco
• Piediluco: Chiesa di San Francesco
• Rieti: residenza di papa Onorio III
• La Foresta del Cantico delle Creature
• Poggio Bustone: San Francesco inizia la sua missione di pace
• Il Faggio di San Francesco - Rivodutri
• Greccio: la nuova Betlemme
• Fontecolombo: il Sinai francescano
• Il Tempio del Terminillo: scrigno della reliquia del corpo di San Francesco
• Roma: Santuario di San Francesco a Ripa


Le Tappe in dettaglio

1. Assisi - Eremo delle carceri
Lo spirito del santo rivive soprattutto nei piccoli borghi e nei luoghi appartati dove si ritirava in preghiera, come nel piccolo Eremo delle Carceri, che sorge a circa 5 km da Assisi, dentro una splendida selva di lecci, lungo la strada che porta al monte Subasio.

Qui, fin dal 1205, san Francesco e i suoi seguaci si "carceravano" per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera: una piccola cappella, alcune grotte e qualche "rifugio in cannucce e fango". Oggi mostra un bellissimo cortiletto triangolare, il refettorio e la chiesa da cui si accede alla grotta di San Francesco.
Da vedere sicuramente le grotte che hanno ospitato i primi eremiti francescani e il cosiddetto "albero degli uccelli", un antichissimo leccio sotto il quale, secondo la tradizione, il santo predicava ai volatili.

L'Eremo è aperto tutto l'anno (9.00/12.00 - 14.30/16.30).


2. Monteluco di Spoleto: santuario francescano
Nei pressi di Spoleto, Francesco individuò un altro luogo dove ritrovarsi nella tranquillità della preghiera. Nel 1218 infatti ottenne dai monaci eremiti del Monteluco la cappella di Santa Caterina, dove oggi sorge il Santuario Francescano sulla vetta dell'omonimo monte, circondato e quasi nascosto da una folta boscaglia di antichi lecci.

La fitta vegetazione del "bosco sacro" ricopre il Monteluco (800 m slm), la collina che lo spettacolare "Ponte delle Torri" unisce alla città di Spoleto.

Da vedere la chiesa, dedicata a san Francesco e a santa Caterina, che conserva ancora le minuscole cellette e la pietra utilizzata dal santo come giaciglio; le grotte dove hanno soggiornato alcuni santi e il panorama della magnifica valle spoletina.
Il Santuario è aperto tutto l'anno (9.00/12.00 - 15.00/18.00).


3. Terni - Convento di San Francesco
A Terni, nel luogo dove sorgeva l'oratorio di San Cassiano, donato a Francesco nel 1218 dal vescovo Rainerio, oggi si può ammirare il convento di San Francesco, su disegno di Filippo da Campello, con la chiesa edificata tra il 1265 e il 1288, ampliata e ristrutturata più volte nei secoli successivi, che mostra ancora testimonianze dell'edificio originale e preziosi affreschi cinquecenteschi.

Elevata a "Santuario francescano" nel 2004, la chiesa sorge nell'attuale centro storico di Terni.

Sono da vedere la facciata esterna, risalente al primitivo insediamento e recentemente restaurata, l'elegante campanile decorato con ceramiche policrome verdi e blu, i preziosi dipinti e affreschi che decorano le tre navate interne tra cui quelli cinquecenteschi della Cappella Paradisi realizzati da Bartolomeo di Tommaso.
Il convento è aperto tutto l'anno (9.00/12.00 - 16.00/18.30).


4. Piediluco - Chiesa di San Francesco
A ricordo della visita del santo a Piediluco, la chiesa di San Francesco fu edificata tra la fine del XIII secolo e il 1338, come si legge nell'epigrafe posta sulla facciata d'ingresso.
L'edificio conserva preziosi reperti artistici del Quattrocento e del Cinquecento e sul portale bassorilievi di pesci e strumenti per la pesca che si effettuava nell'omonimo lago.

Da vedere sono il convento, fondato tra il 1235 e il 1237, e la chiesa di San Giacomo Maggiore della metà del 1400; sei cappellette, risalenti al 1650 e il Sacro Speco, il "romitorio superiore", la grotta dove Francesco pregava, ora inglobata in una chiesetta incassata sotto un blocco roccioso e nascosta dalla fitta vegetazione.

La chiesa di San Francesco è aperta tutto l'anno. Orari: messa domenicale h. 11.00; messa pomeridiana h. 18.00 nel periodo estivo (aprile - ottobre) e h. 16.30 nel periodo invernale.


5. Rieti: residenza di papa Onorio III
"All'epoca in cui San Francesco era presso Rieti, alloggiando per alcuni giorni in una camera di Tebaldo Saraceno per motivo del suo male d'occhi..."
Leggenda Perugina, 24, in Fonti Francescane. Editio Minor, Assisi, Movimento Francescano, 1986

Le principali fonti narrano la presenza di San Francesco nella città di Rieti, a stretto contatto con la curia di Onorio III, che nella città sabina più volte soggiornò a partire dal 1219. In un momento cruciale per gli sviluppi del suo Ordine, San Francesco cercava a Rieti il consenso del papa e della sua corte.
I luoghi sacri che videro la presenza di San Francesco a Rieti sono: l'imponente Palazzo Papale e, secondo la tradizione locale, un oratorio presso l'ospedale di Santa Croce. Sull'oratorio sarebbe poi stata edificata la grandiosa chiesa di San Francesco, iniziata nel 1245 e in via di conclusione già nel 1253.
La città fu teatro di numerosi episodi e miracoli che mostrano il profondo amore di San Francesco per l'arte e tutte le creature. Nel Palazzo Papale si verificò il miracolo della cetra, un vero inno alla spiritualità della musica. Presso l'oratorio si svolse l'episodio del dono del mantello alla donna cieca e povera, ennesima testimonianza di San Francesco povero, amante dei poveri.


6. La Foresta del Cantico delle Creature
"Venne l'uomo santo e rifuggendo la pompa del mondo e la conversazione degli uomini..."
Anonimo Reatino,Actus Beati Francisci in Valle Reatina, VII, 35, a c. di A. Cadderi, Assisi, Edizioni

La chiesina di San Fabiano è oggi un convento di straordinaria suggestione, noto come Santuario di Santa Maria della Foresta o più semplicemente La Foresta. Chi cerca la pace e vuole, come San Francesco, fuggire dalla "pompa del mondo" trova in questo convento appartato un luogo ideale. San Francesco vi giunse nel settembre del 1225. Immerso nel verde intenso dei boschi e cullato dal suono delle sorgenti il Poverello con molta probabilità vi scrisse l'immortale Cantico delle Creature.



7. Poggio Bustone: San Francesco inizia la sua missione di pace

"Buon giorno, buona gente!"

Così San Francesco salutò secondo la tradizione gli abitanti di Poggio Bustone nel 1209 quando fece il suo ingresso nella Valle Reatina.
Inerpicandosi sulla strada che conduce fino all'eremo si riscopre tutta la semplicità e la letizia di questo saluto, in una natura che somiglia ancora a quella che San Francesco vide e amò. Il Santuario è circondato dai boschi verdeggiati e apre lo sguardo su un panorama che ha del mistico: la splendida Riserva dei laghi Lungo e Ripasottile.
Qui il Poverello ebbe la visione che gli confermò il perdono dei peccati giovanili. Da qui partì la missione di pace dei francescani.



8. Il Faggio di San Francesco - Rivodutri
Il faggio è famoso per la sua forma straordinaria, con i rami che s’intrecciano sinuosi a creare onde e nodi dalla bellezza inusuale. La tradizione vuole che la pianta assunse questa conformazione per riparare San Francesco da un temporale che lo sorprese durante un solitario ritiro mistico. Percorrendo un sentiero solitario, uno tra i tanti sentieri francescani che attraversano boschi secolari, si arriva al faggio, un miracolo della natura, un monumento nato da oltre due secoli. In tutto il pianeta solo altri due esemplari della stessa specie hanno una forma paragonabile.



9. Greccio: la nuova Betlemme

"Francesco amava l'eremo di Greccio, dove i frati erano virtuosi e poveri..."
Leggenda Perugina, 34, in Fonti Francescane. Editio Minor, Assisi, Movimento Francescano, 1986

Incassato nella roccia, come un nido d'aquila, l'eremo di Greccio è una straordinaria fusione di architettura e natura. I confini delle costruzioni si perdono nei boschi rigogliosi di lecci che accolsero le solitarie ascesi di San Francesco.
Il Santuario è noto in tutto il mondo per essere stato scelto dal Poverello di Assisi come teatro di uno dei momenti più alti e lirici della sua esistenza: la prima rievocazione della Natività di Betlemme della storia del Cristianesimo, avvenuta nella notte di Natale del 1223.

Di recente il borgo di Greccio e il suo Santuario francescano sono stati inclusi dall'UNESCO tra i 754 siti che fanno parte del Patrimonio Mondiale dell'umanità.


10. Fontecolombo: il Sinai francescano
"Questo è Fontecolombo, che dobbiamo salire a piedi scalzi, perché questo luogo è veramente santo."
Anonimo Reatino, Actus Beati Francisci in Valle Reatina, II, 60, a c. di A. Cadderi, Assisi, Edizioni Porziuncola, 1999.

Nella parte più nascosta di un bosco di lecci secolari, sulla costa del verdissimo Monte Rainiero, si adagia il Santuario di Fontecolombo. È il Sinai francescano, è il monte scelto da San Francesco per stilare la Regola definitiva del suo Ordine. Qui tutto è sacro: gli edifici, la fonte d'acqua purissima e il bosco stesso, perché racchiude il Sacro Speco, la grotta in cui fu scritta la Regola.
In questo luogo San Francesco fu operato agli occhi: gli vennero incise con un ferro rovente tutte le vene dall'orecchio al sopracciglio. Come raccontano le fonti, miracolosamente fratello fuoco risparmiò San Francesco dal dolore.


11. Il Tempio del Terminillo: scrigno della reliquia del corpo di San Francesco

Nel 1939 Pio XII dichiarava San Francesco Patrono d'Italia. Per celebrare l'evento i frati francescani vollero costruire un monumento eccezionale; sul Terminillo, a 1623 metri d'altitudine, eressero il Tempio Votivo Nazionale. I lavori iniziarono nel 1949, si dovettero sbancare 25.000 metri cubi di roccia per arrivare alla consacrazione del 1964. L'edificio è una fusione armonica di architettura, mosaici, sculture e arredi sacri di alta qualità artistica.
Questo scrigno custodisce, nella cappella di San Francesco, il ricordo più prezioso: un'urna contenente la reliquia del corpo del Poverello. Davanti all'urna arde perenne una lampada votiva.
L'olio che alimenta la lampada viene offerto dai fedeli devoti al Santo patrono d'Italia e in modo particolare da coloro che, compiendo il Cammino di Francesco, salgono fino al tempio terminillese per pregare dinanzi alla reliquia del Santo.

Ogni anno nell'ultima domenica di agosto alle ore 11:30 si tiene una solenne celebrazione eucaristica durante la quale viene offerto l'olio e riaccesa la lampada votiva. Al termine della cerimonia gli intervenuti consumano un "pasto francescano", così come si legge nei fioretti.

Per ulteriori informazioni sull'iniziativa consulta il sito www.parrocchiaterminillo.org


12. Roma - Santuario di San Francesco a Ripa
Fondata nel secolo XI la chiesa fu dedicata a san Francesco dopo la sua permanenza nel 1219 mentre era in visita al papa. L'edificio attuale è il risultato di lavori di ristrutturazione avvenuti tra il 1600 e il 1700.
Nella cella del santo sono ancora oggi conservati il suo guanciale in pietra e il crocifisso.

Il "Poverello d'Assisi" restò molto affezionato a questa chiesa a cui fece ritorno altre volte nel corso della sua vita.
Il Santuario è ricco di cose da vedere: sculture, mosaici, marmi policromi, decorazioni e stucchi; la statua della beata Ludovica Albertoni, scolpita da Gian Lorenzo Bernini, una tavola col santo (XIII secolo) attribuita a Margaritone d'Arezzo e la tomba di Giorgio De Chirico.

Il Santuario è aperto tutto l'anno (feriali 7.00/12.00 - 16.00/19.00 - Messa 7:30 9:00 18:30 - festivi 7.00/13.00 - 16.00/19.30). Messa 7:30 9:00 10:00 11:00 12:00 18:30)





Cammino di Assisi1.pdf

 

   
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