LA DISCESA INTERNAZIONALE DEL TEVERE ( DIT)
Città di Castello dal 23 Aprile al 1 Maggio 2016

La DISCESA INTERNAZIONALE DEL TEVERE - DIT è un percorso guidato in canoa (negli ultimi anni aperto anche alle biciclette ed ai camminatori) con finalità turistiche e sportive a contatto con la natura. La discesa si effettua in gruppo in 7/9 tappe di una giornata ciascuna ed è possibile partecipare anche solo ad alcune tappe. Partecipano sportivi sia dall'Italia sia dall'estero, sia esperti sia non esperti. A scelta si può pernottare lungo il fiume, con tende proprie, in palestre, in agriturismo o camper. La discesa è anche occasione per visitare luoghi d'arte e siti archeologici umbri e laziali. Le cene sono in comune ed organizzate da Enti e/o Associazioni locali.
Tutti sono benvenuti, ma ci si troverà meglio se si ha spirito di adattamento, capacità di fare da sé, disponibilità e simpatia verso gli altri.
La Discesa cerca di ridurre il proprio impatto sull’ambiente ed promuove comportamenti che favoriscono la persistenza delle risorse naturali.

E' possibile noleggiare l'attrezzatura e partecipare a corsi di introduzione alla canoa.

Informatevi sui corsi di canoa e gli OPEN DAY organizzati tra marzo ad aprile per i principianti nella sezione EVENTI.

IL PROGRAMMA IN CANOA, BICICLETTA ed a PIEDI

Sabato 23/04: - Città di Castello to Umbertide
Domenica 24/4: - Umbertide ¬ to Pretola (Perugia)
Lunedì 25/4: - Pretola (Perugia) - ¬ Sant'Angelo di Celle (Deruta)
Martedì 26/4: - Madonna del Piano (Monte Castel di Vibio) to Lago di Corbara (Orvieto) *
Mercoledì 27/4: - Attigliano to Orte *
Giovedì 28/4: - Nera Montoro (Narni) to Otricoli (Terni) *
Venerdì 29/04: - Ponte Felice (Civita Castelana) to Ponzano Romano *
Sabato 30/04: - Ponzano to Nazzano *
Domenica 1/5: - Rome: Castel Giubileo to Ponte Marconi

* Percorso a piedi sono con numero minimo di partecipanti


Cosa è la DIT
La discesa in canoa è guidata da canoisti esperti ed è composta di tappe giornaliere di 20-30 km con difficoltà WW I-II-(III). Si pernotta con materiale proprio in strutture coperte gentilmente messe a disposizione dalle amministrazioni comunali in cui si fa tappa lungo il fiume, ovvero, per chi lo desideri, nella propria tenda o camper.
Con pullman si effettua il ben noto servizio di riporto degli autisti che, ogni giorno, conducono anticipatamente al punto di arrivo la propria auto.
Chi intende aggregarsi alla Discesa successivamente al primo giorno, è bene che arrivi la sera prima presso il luogo del pernottamento (vedi sotto le tappe), intorno alle ore 18. Altrimenti la mattina, al più tardi alle ore 7.00, in modo da avere tempo per informarsi sulle istruzioni per la giornata, prepararsi e inserirsi nel gruppo.

In generale, la mattina i gruppi sportivi si ritrovano alle ore 9 al fiume per prepararsi alla partenza che avviene alle ore 10. Per tale ora quindi occorre aver fatto colazione, essersi procurati le provviste per il pranzo al sacco, aver fatto e disposto i bagagli. Il principio generale è che l'organizzazione non può farsi carico di esigenze individuali, fatta salva naturalmente l'emergenza.

Nelle carovane di trasferimento, i veicoli devono ovviamente rispettare il codice della strada (ricordarsi di fare rifornimento di carburante in anticipo!). Per dar modo agli altri veicoli di superare la carovana e per motivi di sicurezza stradale, la carovana viaggia a velocità ridotta: di solito 50 km/h sulle strade ordinarie e 80 km/h sulla E45 e in autostrada.

La prima discesa del Tevere in canoa, con il percorso che è poi diventato l'attuale da Città di Castello a Roma e della quale si ha notizia certa risale al 1969. Il periodo fu lo stesso poi prescelto per quasi tutte le altre edizioni, ovvero quello fra il 25 aprile (data che è suscettibile di modifica per ragioni di calendario) ed il 1 maggio, che garantisce sia un discreto numero di festività che una portata del fiume adeguata.
L'autore fu il milanese Granacci, autore anche di una prima guida del fiume in cui venivano segnalati le varie rapide e i passaggi invalicabili.

Oggi, dopo quaranta anni, quella guida non è più molto attendibile, sia perché le condizioni del fiume mutano di anno in anno, sia perché la capacità media del canoista è migliorata, tanto che adesso gli unici ostacoli considerati invalicabili sono le numerose dighe sparse lungo il percorso, e neanche tutte. (Va precisato subito però che la Discesa del Tevere invita alla prudenza, al rispetto del fiume e di tutte le misure di sicurezza. I passaggi più difficili sono sempre affrontati, con precauzione e con l'assistenza di canoisti esperti e di gente a terra, solo da chi vuole cimentarsi nell'impresa. D'altra parte l'obiettivo della Discesa è quello di invitare la gente agodersi la canoa e la natura). Dopo quella del 1969, nel 1973 fu organizzata una discesa del Tevere da Città di Castello fino a Roma, promossa dal Canoa Club Milano in collaborazione con il Canoa Club Città di Castello e annunciata con un simpatico manifesto in stile naïf del pittore e canoista
Tonino Capaccioni.

Per motivi organizzativi però la discesa arrivò solo fino al lago di Corbara, e per questa ragione non ne fu tenuto conto nella numerazione delle edizioni successive. Il resoconto delle avventure di quella discesa fu pubblicato sulla rivista "Fiumi" in un vivace articolo della canoista tedesca Doris Schuster che aveva già partecipato alla prima edizione in viaggio di nozze.

Nel 1975 la discesa fu organizzata dal Canoa Club Città di Castello; su questa edizione abbiamo poche informazioni e non si sa dove si sia arrestata. Nel 1982 vi fu la prima discesa organizzata da colui che viene considerato, a tutti gli effetti, il papà della manifestazione, ovvero Francesco Bartolozzi. Quell'anno la discesa fu fatta solo da un ristretto gruppo di canoisti romani e da quelli del Canoa Club Città di Castello (ma solo in Umbria), inoltre la stessa fu perseguitata dal maltempo. Prima di Roma si aggiunse un gruppetto di canoisti che portò il numero totale di canoe (fino ad allora 6) a 25 circa all'ingresso nella capitale. La discesa venne, in base a quanto detto prima, denominata "III Discesa del Tevere da Città di Castello a Roma". Va data atto a Francesco Bartolozzi di aver insistito nella manifestazione pur dopo un avvio abbastanza deludente, e i risultati non tardarono ad arrivare. L'anno dopo, il 1983, si svolse la IV discesa, che cominciò ad avere i connotati delle ultime.

A questa discesa partecipò, per la prima volta, un altro personaggio che ha dato un grande impulso alla manifestazione: Mauro Marsilii. Per la prima volta venne utilizzato un camion dell'esercito per il trasporto dei bagagli e cominciò a crescere il numero dei partecipanti (che spesso salivano in canoa per la prima volta, con conseguenti "bagni" a ripetizione).

Nel 1984 la Discesa del Tevere era ormai diventata adulta. I partecipanti arrivarono a circa duecento e vi fu l'assistenza dell'esercito che fornì due camion con i quali veniva effettuato il recupero degli autisti delle canoe ed il trasporto dei bagagli. Cominciò inoltre ad essere nutrita la partecipazioni di equipaggi tedeschi, attirati anche dalle zone artisticamente interessanti attraversate dal Tevere. Negli anni successivi la manifestazione si è standardizzata ed è diventata ormai un classico degli appuntamenti canoistici europei. Il numero di partecipanti è variabile, ma generalmente attestato intorno alle 100-200 iscrizioni. Partecipano singoli e famiglie, dai 5 agli 80 anni, dall'Italia, ma anche tanti dalla Germania, Austria, Svizzera e da altri paesi.

Numerose sono state le riprese da parte delle reti televisive, sia pubbliche che private,così come costanti sono stati i servizi sui quotidiani che annunciavano e poi descrivevano la storia della allegra brigata che ogni anno pagaiava da Città di Castello a Roma. Infinite sono state le avventure, le peripezie, le amicizie, i fatti piccoli e grandi, le risate, le prese in giro e gli sfottò in tutti questi anni. Tanti si sono conosciuti e sono rimasti amici anche dopo che, per una ragione o per l'altra, non hanno più partecipato alla manifestazione e comunque è raro trovare qualcuno che abbia partecipato a questa manifestazione e ne parli in modo negativo.
Un amico canoista, Franco Pecchioli, ha trovato su una vecchia rivista del Touring Club, antecedente la 2° guerra mondiale, un articolo di Roberto Degli Uberti

Chiediamo scusa per altre eventuali dimenticanze e invitiamo chiunque abbia notizia di altre discese sul Tevere, anche parziali, a scriverci per rettificare il presente testo.

Si tratta di un camping nautico in sette tappe per canoisti italiani e stranieri. La Discesa ha finalità sportive, naturalistiche, turistiche e di promozione della canoa come sano mezzo di conoscenza del territorio; non ha finalitàagonistiche. L'atmosfera della Discesa è festosa, ma ordinata. Tutti sono benvenuti, ma ci si troverà meglio se si ha spirito di adattamento, capacità di fare da sé, disponibilità e simpatia verso gli altri. Tra canoisti ci si aiuta sempre, nella Discesa in modo particolare. I familiari e gli amici dei canoisti che non vanno in canoa potranno giornalmente mettersi d'accordo per visite dei dintorni ed escursioni in bicicletta. La ricchezza della valle del Tevere stimola visite di ambienti
e paesi famosi (Perugia, Assisi, Deruta, Todi, Orvieto, Orte...).

Informatevi sui corsi di canoa organizzati dal 15 marzo ad aprile per i principianti !

Anche in questa edizione si ripeterà la fortunata formula di una organizzazione distribuita tra 4 associazioni con una robusta storia canoistica. Per il partecipante non ci saranno variazioni evidenti. Sarà sempre possibile una iscrizione forfetaria cumulativa, così come una iscrizione giornaliera. Il sito www.discesadeltevere.org, il blog http://discesateverecanoa2015.blogspot.it/ ed il forum http://it.groups.yahoo.com/group/discesadeltevere/ e Facebook (DIT-Discesa Internazionale del Tevere) sono i punti di riferimento informativo generale. Informazioni specifiche sulle varie tappe vanno però richieste ai rispettivi club organizzatori, con i riferimenti riportati in fondo a questo documento.

E’ obbligatorio, pena l’esclusione dalla manifestazione, attenersi al

L’ECOLOGIA
Poiché, com'è noto, nei corsi d'acqua confluiscono tutti gli elementi inquinanti del territorio e poiché il canoista si bagna dell'acqua che percorre, egli è portato a rivendicare che rispettosi dell'ambiente lo siano anche gli altri: dunque è un ambientalista "per sua natura" specie se non è motivato dalla vittoria di una gara, ma dalla predilezione che usa accordare alla qualità della vita, alla semplicità, al contatto con la natura.
Inoltre, poiché un pezzo di territorio abbandonato diventa fatalmente luogo di rifiuti, si può affermare che gli utenti del fiume ne contrastino il degrado anche soltanto attraverso la frequentazione.
Il canoista, specie se indigeno, effettua - anche inconsapevolmente - un monitoraggio continuo e periodico del corso di un fiume. Difficilmente gli sfuggono fenomeni e aggressioni come l’erosione delle sponde, i prelievi illegali di acqua, le immissioni inquinanti, le morie di pesci, l’invasione di specie alloctone, gli sbarramenti non autorizzati, la presenza di non biodegradabili. Tutti fenomeni che un monitoraggio tradizionale attuerebbe con grande difficoltà.


 

   
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