2016 . QUEST'ANNO E' DI MODA CAMMINARE
IL PIACERE DI CAMMINARE in Umbria -
Due serie di proposte di percorsi fra i boschi ed i luoghi santi dell'Umbria.

ALLERONA - ACQUAPENDENTE - RISERVA NATURALE DEL MONTE RUFERNO
Da marzo a ottobre le camminate 2016

Assessorato Sport e Turismo Comune di Acquapendente, Riserva Naturale Monte Rufeno, Comune di Allerona, Pro Loco di Allerona, Pro Loco Trevinano, Pro Loco di Proceno


IL PIACERE DI CAMMINARE


Camminare è anche un modo di vivere, una filosofia di vita, un modo di entrare nel quotidiano fatto a misura di ognuno, col passo giusto, al ritmo corretto, in equilibrio assoluto tra noi e ciò che ci circonda.
Il cammino è l'approccio a chiunque decida di iniziare a dedicare un po' di tempo a se stesso, al proprio corpo, alla propria salute attraverso una pratica sportiva.
E' l'ideale trampolino di lancio anche per quanti pensano di dedicarsi ad una disciplina di maggior intensità, ma necessitano di un graduale condizionamento fisico onde evitare iniziali scoraggiamenti, delusioni od un impatto troppo pesante con la nuova realtà.

E' assolutamente il massimo per chi vuole dare completamento ad attività sportive specialistiche che già pratica. Aiuta il recupero e la rigenerazione, è uno degli strumenti ideali per la ripresa dopo gli infortuni o per non fermarsi del tutto durante gli stessi.
E' soprattutto un'attività specifica, allenante, uno sport affascinante e coinvolgente, uno stile di vita.
Il piacere di camminare

- per tutte le età
- non traumatico

Lo si può:

- da soli od in compagnia
- all'aperto ed in palestra
-in qualsiasi momento della giornata
-Praticare sportivamente il cammino o Trekking ha molti vantaggi dal punto di vista fisico e mentale.
-E' un'attività dimagrante.
Diversi studi effettuati su persone o gruppi di persone praticanti il cammino a diversi livelli di intensità e quantità, hanno evidenziato i notevoli effetti positivi sulla perdita di peso corporeo derivanti dalla sua pratica continuativa.
E' rigenerante dal punto di vista fisico e psicologico ed è, per la sua natura di attività a basso profilo d'intensità, un ottimo antistress.
E' considerato una delle migliori attività motorie per la prevenzione di molte malattie, e principalmente dei disturbi a carico dell'apparato cardio-circolatorio.
Il trekking favorisce l'acquisizione ed il mantenimento di un ottimo tono muscolare.

Trekking: attività sportiva adatta a tutti
Spesso la facilità di approccio e la grande flessibilità e modulazione - che lo rendono adatto ad ogni livello di preparazione fisica - hanno dato di questa disciplina un'immagine sottostimata. Invece, se praticata nel modo giusto - meglio se sotto la guida di un istruttore abilitato - essa non ha nulla da invidiare alle diverse discipline aerobiche.
Con il cammino fitwalking si possono stimolare il nostro cuore ed i nostri muscoli a livelli di ottimo impegno, percependo appieno la piacevole sensazione di un corpo che reagisce al lavoro man mano che si avanza sia nell'intensità che nella durata.
Migliorare la qualità della vita
La rivoluzione del cammino o fitwalking è quella di permettere a tutti di sentirsi in grado di fare dello sport.
Immergersi completamente in questo stile di vita non significa cambiare il nostro normale modo di vivere, ma influenzarlo e trasformarlo positivamente per migliorarlo.
Il cammino o fitwalking entrerà con i suoi valori nella nostra vita riequilibrando così non solo il rapporto tra il fisico e la mente, ma evidenziando nelle nostre giornate ciò che è racchiuso nel senso del cammino:

- giusti ritmi di vita
-tranquillità e serenità
-equilibrio psico-fisico
- attenzione verso noi stessi
- controllo della nostra salute
-allontanamento dallo stress e dall'aggressività
- cura dell'alimentazione
-amore per la natura e per l'ambiente

Un modo di vivere che si acquisisce camminando

Usciamo ogni giorno per il nostro cammino: ogni volta che ci è possibile, quando il nostro corpo ce lo sollecita, ma ricordandoci sempre che i benefici maggiori si ottengono dalla continuità; ed ogni giorno ci accorgiamo che ci stiamo muovendo nella nostra vita.
I nostri piedi e le gambe avanzano nel gesto del cammino, e il nostro corpo, la nostra mente e tutto quanto ci circonda assumono una dimensione di grande unità, come se tutto procedesse insieme pur percependo che ogni parte è chiaramente distinta.
Sentiamo i nostri passi sul terreno farsi via via più frequenti, il nostro corpo rispondere alle sollecitazioni del lavoro che si fa più intenso, i nostri pensieri vagare in mille diverse direzioni. La mente focalizza ora l'ambiente nel quale ci muoviamo, verifichiamo tramite il nostro strumento di heart control le sensazioni che il corpo ci trasmette, per poi lasciare nuovamente i pensieri muoversi in libertà. Questa stretta relazioni tra le diverse parti del nostro corpo ci permette di gustare sempre più le sensazioni positive del nostro fisico in movimento.
Abbiamo raggiunto un equilibrio perfetto tra noi e tutto ciò che ci circonda. Stiamo percependo la forza del camminare.

Ora, se credete di aver compreso l'essenza di questo messaggio, non vi resta che mettervi un buon paio di scarpe, trovare un percorso adatto, un insegnate o un compagno, ed iniziare.
Ma non ingannatevi: cammina cammina potrete accorgervi che
non è una passeggiata.

Maurizio Damilano
Campione Olimpionico


Per chi ama lo sport in libertà

ALLERONA – Un viaggio nel cuore verde d’Italia, fra l’Umbria e l’alto Lazio. Una domenica in mezzo alla natura, lontano dal tram tram quotidiano.
“Il Piacere di camminare” è una programma di passeggiate naturalistiche con percorsi ogni volta differenti che coinvolgono Allerona per l’Umbria, ma anche le cittadine di Acquapendente, Torre Alfina, Proceno, Trevinano in provincia di Viterbo.
Punta di diamante è la “Scarpinata” a Monte Rufeno che si svolgerà a settembre: ogni giorno un percorso differente all’interno del “Triangolo Benedetto dei Camminatori d’Italia”, ossia Allerona, Trevinano ed Acquapendente.



N.B. La partecipazione alle camminate si intende volontaria e a carattere amichevole. Ogni partecipante si assume la responsabilità per la propria incolumità fisica.
Comune di Allerona - P.zza A. Lupi, 2 – 05011
Allerona (TR) - Tel: 0763 628312 - Fax: 0763 628117
Posta elettronica certificata: comune.allerona@postacert.umbria.it


I SENTIERI DELLA PACE - camminate naturalistiche sulle orme di S. Francesco

PERCORRENDO I BOSCHI SULLE ORME DI S. FRANCESCO

ALLA SCOPERTA DELLE BELLEZZE NATURALISTICHE DEL BOSCO LA MARZOLANA SUL SENTIERO DELLA PACE A SANT'ARCANGELO DI MAGIONE (PG)


La Festa di Primavera organizzata dalla Cooperativa La Marzolana in località Sant’Arcangelo di Magione. Nel corso della giornata si potrà partecipare, al mattino, alla passeggiata naturalistico-didattica con partenza dalla Pienella di Sant' Arcangelo, punto di inizio del Sentiero della Pace. La passeggiata, aperta a tutti, toccherà alcuni dei punti più caratteristici del bosco, quali il leccio grande e la fonte di Sant' Andrea. Nel pomeriggio, dalle 14, sarà in funzione un bus navetta dalla piazza della Chiesa di Sant'Arcangelo alla Pienella a disposizione dei partecipanti, per un momento conviviale comune e per ammirare un panorama unico del lago Trasimeno.
Sito di interesse comunitario, la Marzolana, posta alle spalle della frazione di Sant'Arcangelo, è uno splendido bosco che si estende per circa 140 ettari con una vegetazione costituita da querce, cerri, corbezzoli e lecci, con esemplari molto vecchi di imponenti dimensioni.
La Marzolana è di proprietà della cooperativa omonima composta da 115 soci costituitasi nel 1980. I soci stanno attuando, da alcuni anni, un progetto di valorizzazione del bosco e della sua salvaguardia ambientale. La Cooperativa ha realizzato la segnalazione di sentieri che si possono percorrere a piedi, punti di osservazione panoramici e di sosta nelle località Pienella e Marzolana bassa. Alla Pienella è stato realizzato un parcheggio e un sentiero didattico che attraversa il bosco, chiamato Sentiero della Pace. Inoltre una casetta di legno, in cui è allestita una mostra permanente sulle specie arboree e i prodotti del bosco. Nell'anno 2000, è stata restaurata una vecchia fonte, la Fonte di Sant' Andrea, l'acqua è stata incanalata fino all'area pic-nic della Pienella.



FORRE DEL RIO GRANDE: SUI PASSI DI SAN FRANCESCO A VALFABBRICA


Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.
Ecco uno degli itinerari più suggestivi e più interessanti sia a livello paesaggistico che vegetativo.
A confine fra il comune di Valfabbrica e di Assisi il torrente "Rio Grande" ci offre un paesaggio ancora incontaminato dalla presenza umana, caratterizzato da una formazione vegetativa costituita prevalentemente da specie arboree ed arbustive tipiche della macchia mediterranea. Le numerose specie termofile qui presenti ci fanno capire che sia a livello geologico che a livello climatico ci troviamo in una sacca atipica della zona preappenninica dove è presente un microclima anomalo, ma grazie a questo ed alla morfologia accidentata dal terreno, le forre del Rio Grande offrono all'attento e rispettoso visitatore uno scenario unico per la sua bellezza.
Arrivati a Valfabbrica (SS. 318) per chi viene da Perugia in prossimità dell’inizio del paese, lasciare la statale e girare a destra e seguire l'indicazione Strada Francescana-"Pieve S. Nicolò.
Dopo 150 mt. circa e dopo aver attraversato un ponticello, percorrere altri 40 mt. e girare a destra ignorando la strada in salita che lasciamo alla nostra sinistra. Da qui percorrere circa 600 mt. fino ad arrivare alla località il Pioppo. Qui la strada si biforca aggirando un bellissimo casale ristrutturato. Prendere a sinistra per la strada bianca, costeggiando il torrente Rio Grande. Dopo circa 1 Km troviamo sulla nostra destra una stradina bianca che attraversando il torrente tramite un ponticello si immette in un fitto sottobosco. Ignorando questa, a circa 10 mt. da questo incrocio possiamo vedere che la strada gira bruscamente a sinistra iniziando a salire. In prossimità di questa curva lasciare la macchina e proseguire a piedi.
Seguendo il sentiero che costeggia il torrente Rio Grande prendere sempre verso sinistra per circa 300 mt. dopo aver attraversato una radura incolta e pianeggiante. A questo punto sembra che il sentiero finisca, ma così non è, superando una piccola scarpata alla nostra destra ci troveremo di fronte ad un agevole guado, attraversato questo seguire sempre il sentiero che costeggia il torrente. Attraversando una seconda radura il paesaggio già da questo punto del sentiero ci appare in tutta la sua bellezza. Circondati da lecci (Quercus ilex) piante arboree sempre verdi tipiche della macchia mediterranea: Spartium iunceum (ginestra), Citisus scoparius Junipertib oxicedrus (ginepro rosso), Smilax aspera (straccia brache). Ci rendiamo conto che in pochi metri percorsi siamo passati da un ambiente vegetativo caratterizzato dal Lauretum freddo ad un ambiente del Lauretum caldo, tipico delle coste tirreniche. Quello che la natura ha fatto in questa zona è veramente unico ed irripetibile.
Seguendo il sentiero lungo il torrente, dopo circa 10 minuti di cammino ci troviamo di fronte ad una mulattiera scavata sulla roccia alla nostra sinistra. mentre alla nostra destra il sentiero diventa sempre più sfatto e ci costringerà ad effettuare un altro facilissimo guado. Ignorando la mulattiera di sinistra (si fa notare che la strada termina dopo appena 20 mt.) si prende il sentiero di destra e da questo punto in avanti seguendo il sentiero principale e seguendo il torrente ci troviamo nelle forre del torrente Rio Grande.
Descrivere il sentiero qui non è facile anche perché la morfologia impervia della zona impedisce dì chiudere il percorso ad anello; quindi usando la massima cautela, risalendo il torrente, ci troveremo di fronte a delle gole che rendono alquanto difficile il proseguo del cammino, quindi a questo punto si consiglia di ritornare indietro percorrendo il sentiero in senso inverso.

TEMPI
Due ore circa



DA VALFABBRICA A POGGIO SAN DIONISIO: SUI PASSI DI SAN FRANCESCO


Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.

Due importanti centri storici immersi nel cuore della verde Umbria entrambi caratterizzati da strutture Medievali in ottimo stato di manutenzione. Non meno suggestivo appare il paesaggio caratterizzato da vallate attraversate da numerosi torrenti. La morfologia del territorio ha fatto si che questa zona conservasse pressoché inalterata l'antica civiltà contadina umbra. I numerosi boschi, costituiti prevalentemente da specie arboree tipiche dell'ambiente collinare preappenninico, insieme pile numerose specie di animali in essi presenti rendono questa breve escursione alquanto suggestiva e ricca di emozione.
Arrivati a Valfabbrica parcheggiare l'auto e proseguire a piedi, prendere la via in prossimità di un ristorante e percorrerla tutta.
Arrivati in cima alla salita troviamo 3 strade, ignorare sia quella di destra che di sinistra e proseguire diritti per la strada bianca. Dopo circa 200 mt. in leggera discesa ci troviamo in prossimità di un maneggio, proseguire per la strada bianca costeggiando la recinzione a sinistra, mentre alla nostra destra abbiamo il torrente "Rio della Bionda". La vallata che percorriamo ci appare subito nella sua bellezza, infatti i numerosi boschi (Ornostrieti) ben governati e preservati da tagli selvaggi, offrono al visitatore uno scenario alquanto suggestivo.
A circa 100 metri dalla recinzione del maneggio troviamo un ponticello che attraversa il torrente, ignorando il primo sentiero a destra e proseguendo per altri 150 mt. circa, troviamo sulla sinistra due sentieri distaccati fra loro circa 20 mt., ignorando il primo, si prende il secondo dopo aver guadato il torrente. Da qui non dobbiamo lasciarci scoraggiare dalla ripida, ma breve salita che ci porterà dopo circa 200 mt. fino alla località di Poggio S. Dionisio. Inizialmente, dopo il guado il sentiero costeggia sulla destra un piccolo appezzamento di terreno coltivato per poi immetterci in mezzo alla fitta, ma suggestiva vegetazione che protegge il sentiero fino ad una casa colonica (Voc. Cannarecole).
Da qui il sentiero da mulattiera si trasforma in strada bianca che, dopo un breve tratto, ci porta a ridosso del centro abitato. Una volta in cima al sentiero troviamo alla nostra sinistra un piccolo cimitero, prendendo a destra e facendo circa 100 metri di strada pianeggiante ci troviamo a Poggio S. Dionisio.
Il panorama che si può gustare da questo posto è notevole; a sud-ovest si riesce a scoprire Perugia, a est sud-est ci appare imponente ed estremamente vicino il Monte Subasio, a nord-ovest due castelli, il più vicino "Giomici" caratterizzato da due torri, mentre quello più lontano il castello della "Biscina". Una visita al grazioso centro di Poggio S. Dionisio è consigliata.
A questo punto si riprende in discesa per la strada asfaltata che dopo circa 1,5 Km ci riporta al centro di Valfabbrica. Anche qui si consiglia la visita al suggestivo centro storico il "Pedicino" caratterizzato da torri medioevali e da graziose vie risalenti al 1100

TEMPI: circa 3 ore comprese le soste



DAL CASTELLO DI COCCORANO A SAMBUCO: SUI PASSI DI SAN FRANCESCO A VALFABBRICA


Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.
Percorrendo le colline che circondano il Lago di Valfabbrica, con questo sentiero si possono vedere 3 centri storici risalenti al 1200 (Castello di Coccoranaccio, Castello di Coccorano, Sambuco). Attraversando i boschi che caratterizzano la zona preappenninica dell’Umbria è possibile avvistare anche numerosi rapaci (poiane, gheppi, nibbi comuni e reali).
Da Perugia si raggiunge Valfabbrica (SS. 318), dopo circa 2 Km oltrepassato Valfabbrica in direzione Gualdo Tadino si svolta a sinistra seguendo le indicazioni Lago di Valfabbrica-Strada Francescana. Arrivati sul lato sinistro del muraglione della diga sul fiume Chiascio, ci troveremo di fronte dopo circa 200 metri i ruderi del Castello di Coccoranaccio, si parcheggia la macchina e si prosegue a piedi.

TEMPI Circa 3 ore e mezzo escluse le soste




DA MONTEVERDE A MONTE DELLE CERQUE: SUI PASSI DI SAN FRANCESCO A VALFABBRICA


Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.
Da Monteverde, piccolo paese di alta collina che si affaccia con vista panoramica verso i colli perugini e i monti Martani, si parte per una non difficoltosa ma suggestiva passeggiata immersa nel verde pre-montano tipico dell’Umbria.
Da Perugia si raggiunge Valfabbrica (SS. 318), da qui si seguono le indicazioni Coccorano-Monteverde, dopo circa 10 Km di salita si giunge a Monteverde dove si parcheggia la macchina e si prosegue a piedi.
Dopo aver parcheggiato l'auto all'interno del paese si percorrono circa 100 metri andando verso Coccorano seguendo la strada principale costeggiando sulla sinistra una fitta pineta di Pinus nigra (pino nero).
Al primo bivio si prende una strada in lieve discesa a sinistra, lasciandoci sulla destra la strada principale. Dopo aver lasciato un casale sulla sinistra a circa 60 mt dal bivio sopra citato si segue sempre la strada principale che dopo una curva a destra inizia a salire dolcemente portandoci verso il "Monte delle Cerque".
Fatto circa 1,5 Km in prossimità di un altro casale sempre sulla sinistra, arriviamo ad un trivio dove ignorando la strada bianca a sinistra e la strada bianca a destra troviamo, sempre a destra, una strada sterrata che apparentemente sembra riportarci indietro, ma in effetti è la strada sterrata che si inerpica dolcemente alla radura del "Monte delle Cerque".
Presa la strada sterrata ci lasciamo alle spalle il vicino paese di Fratticiola Selvatica; a sinistra troviamo sotto di noi tutta la vallata del fiume Chiascio con ben in evidenza il relativo invaso che si spinge fino all'orizzonte dove troviamo compatta la catena appenninica umbro-marchigiana, mentre a destra troviamo in primo piano i colli perugini ed i Monti Martani. Questo punto del percorso appare particolarmente suggestivo sia nel periodo autunnale che invernale, infatti durante il tramonto con giornate particolarmente limpide, il sole definisce con particolare fascino i colli perugini e la stessa città di Perugia.
La vegetazione che qui troviamo è tipica del lauretum freddo, infatti l'azione dei forti venti che in queste zone insistono si evidenzia sia sulle specie arboree che arbustive, le quali essendo caratterizzate da Quercus cerris (certo), Quercus pubescens (roverella), Juniperus comunis ed oxicedrus (ginepro) non riescono a superare i 10 mt di altezza per le specie arboree e circa 1 mt per quelle arbustive.
Dopo aver percorso circa 200 metri in lieve salita e dopo aver attraversato un giovane querceto arriviamo in una radura panoramica di eccezionale bellezza. Durante il periodo estivo questo luogo non a caso è utilizzato per effettuare avvistamenti antincendio. All'orizzonte da nord a sud-est sì può vedere tutta la catena appenninica umbro-marchigiana dove a nord nord-est è ben visibile il Monte Cucco mentre ad est-sud est spicca la cima del Monte Vettore. Più vicino a noi (sud-est) si può vedere imponente il Monte Subasio.
Facendo particolare attenzione nei periodi caldi da qui è possibile inoltrarci nei numerosi sentieri del Monte delle Cerque; se dotati di un po' dì fortuna e di un buon binocolo è possibile vedere i numerosi rapaci in volo: poiane, gheppi, nibbi e nibbi reali. Ritornati alla radura panoramica e lasciandoci alle spalle il sentiero che ci ha condotti fin qui, troviamo di fronte a noi una ciottolosa ed ampia mulattiera in discesa; presa questa dopo appena 150 mt. ci ritroviamo alla strada principale (Valfabbrica-Monteverde) in località C. Spinella. Da qui si procede a destra e dopo circa 2,5 Km ritorniamo al grazioso paesino di Monteverde.

TEMPI
Circa 2,5 ore comprese le soste



DA LOCALITÀ LA VALLE DI ARRONE (TR) A TRIPOZZO PER UN ANTICO SENTIERO DELL'OLIO


Il sentiero, un tempo utilizzato come collegamento con i muli tra il paese di Arrone e quello di Tripozzo, sale tra gli uliveti
percorrendo il paesaggio tipico collegato alla tradizionale coltura dell’olivo.
Non distante dalla Fonte San Lorenzo, che si incontra lungo il sentiero a 485 m s.l.m. , sono visibili i resti di un antico mulino, la cui datazione presumibilmente riconducibile all’epoca romana, conferma l’importanza della coltivazione dell’olivo per l’area già da tempi antichi.
Il percorso si chiude raggiungendo il piccolo borgo rurale di Tripozzo, posto a mezza costa sulle pendici dell’omonimo monte, area archeologica nella quale sono stati rinvenuti materiale in ceramica, brani di murature, probabili tracce di edificio nel quale, tra il I sec a.C. ed il I sec. d.C., veniva eseguita una fase della lavorazione per la produzione di olio d’oliva.
PARTENZA: Arrone Loc. La Valle (321 m. s.l.m.)
ARRIVO: Tripozzo (560 m. s.l.m.)
DISLIVELLO: 239 m
TEMPO DI PERCORRENZA: ANDATA 1 ora - RITORNO 45 minuti
DIFFICOLTA’ : Facile
QUOTA MASSIMA: Tripozzo (560 m. s.l.m.)
ITINERARIO: segnalato



DAL CENTRO DI ARRONE (TR) A MONTE DI ARRONE


L’itinerario è particolarmente apprezzabile sia per gli scorci paesaggistici che regala, sia perché ha rappresentato luogo di ritrovamento di reperti archeologici.
Partendo dal centro di Arrone, antico castello fondato nell’anno 880, si raggiunge, attraverso un percorso agevole, la cima del Monte di Arrone. Da qui si può godere di un punto privilegiato di osservazione con lo sguardo che abbraccia il paesaggio della bassa Valnerina.
La cima conserva poi le tracce di un antico luogo di culto per sacrifici ed offerte votive: un santuario di vetta, oggi ricordato dallo scavo rettangolare nella roccia calcarea, area di rinvenimento di reperti di valore, tra cui, oltre a bronzetti votivi, anche una testa in marmo di divinità appartenuta presumibilmente ad una statua di culto presente nel santuario.
PARTENZA: Arrone (236 m. s.l.m.)
ARRIVO: Monte di Arrone (420 m. s.l.m.)
DISLIVELLO: 126 m
TEMPO DI PERCORRENZA: ANDATA 45 minuti - RITORNO 30 minuti
DIFFICOLTA’ : Facile
QUOTA MASSIMA: Monte di Arrone (420 m. s.l.m.)
ITINERARIO: segnalato




DA CASTELDILAGO DI ARRONE (TR) ALL'EREMO DELLA MADONNA DELLO SCOGLIO


Una proposta per chi desidera gustare la varietà botanica della zona, immersa nel contesto del fiume Nera, per raggiungere l'Eremo
della Madonna dello Scoglio, meta dell'itinerario.
L’eremo, immerso nella ricca vegetazione, è un edificio di origine cinquecentesca, sottoposto a successivi ampliamenti nel corso del XVII e XVIII secolo.
Si erge su uno sperone di roccia a strapiombo, nel luogo in cui fu dipinta proprio sulla roccia l’immagine della Madonna, apparsa proprio in quel luogo al nobiluomo di Casteldilago Pietro Lelli.
Il sito è diventato meta di processioni durante le quali ancora oggi, a memoria del miracoloso evento, si intona la “Canzoncina in lode a Maria Santissima dello Scoglio Rotondo” composta all’epoca dell’apparizione dall’arciprete locale.
PARTENZA: Casteldilago (220 m. s.l.m.)
ARRIVO: Eremo della Madonna dello Scoglio (465 m. s.l.m.)
DISLIVELLO: 245m
TEMPO DI PERCORRENZA: ANDATA 1 ora - RITORNO 45 minuti
DIFFICOLTA’ : Facile
QUOTA MASSIMA: Eremo della Madonna dello Scoglio (465 m. s.l.m.)
ITINERARIO: segnalato




 

   
Le Querce di Assisi | Piano della Pieve - 06081 Assisi (PG) - P.IVA 03465850877 - Tel. 0039 075 802332 Mobile 0039 334 3438074 Fax 0039 075 8025000 - Email info@lequerce.it | Credits