2016 - QUEST’ANNO E’ DI MODA CAMMINARE

ALCUNI ITINERARI TURISTICI IN UMBRIA

Itinerari Naturalistici
Cammino della Luce

Da Perugia ad Assisi (km 25)

si percorre sostanzialmente la stessa strada della classica "Marcia della Pace" evitando però quando possibile l'asfalto della strada principale che uscendo da porta s. Costanzo si dirige ad Assisi attraverso Ponte san Giovanni, Collestrada, Ospedalicchio, Bastiola. Partendo dalla Cattedrale ci si dirige attraverso piazza Matteotti, via Oberdan e le scalette poste in fondo verso la sottostante chiesa di S. Ercolano, corso Cavour (complesso di San Domenico), porta San Pietro, Borgo XX giugno (San Pietro), porta S. Costanzo fino alla sottostante grande rotatoria con una bella fontana al centro. Da qui prendendo a sinistra ci si dirige per una stradina secondaria verso la stazione ferroviaria di Piscille, si costeggia il cimitero e si giunge a Ponte San Giovanni dopo avere attraversato un passaggio a livello. Si prosegue fino al ponte sul Tevere e si costeggia la superstrada E 45 fino al primo sottopasso a destra che si attraversa e si prende la strada sterrata posta di fronte che conduce a Collestrada, passando davanti al cimitero.

Da Collestrada ad Assisi non occorrono indicazioni particolari perchè si naviga a vista prendendo come faro la basilica di San Francesco che sta di fronte. Se si vuole evitare la strada asfaltata, esiste un percorso alternativo, come indicato nella sottostante cartina. Giunti comunque al ponte sul torrente Tescio ci si dirige verso la strada in forte salita che conduce direttamente alla Basilica di San Francesco.

Da Assisi a Deruta (Km 22).

Partendo dal centro di Assisi (da qualsiasi punto: piazza del comune, San Rufino, S. Chiara, Sacro Convento, S. Damiano) ci si dirige verso la Chiesa di San Pietro, ove si consiglia una sosta prima della partenza tenuto anche conto della meta del pellegrinaggio, e si esce dalla città per la omonima porta San Pietro. Attraversata la piazza antistante (check point per gli autobus turistici) si scendono le scalette che portano alla cosiddetta “mattonata” ovvero la ricostruzione dell’antica strada mattonata che andava da Assisi alla Porziuncola e si segue la stessa fino alla Basilica di S. Maria degli Angeli (km 3). Oltre la grande piazza antistante, si attraversa la strada principale all’altezza della rotonda e si imbocca per via S. Bernardino da Siena, tutta diritta fino a Tordandrea (km 7). Attraversato il paese (via della Porziuncola e via del Santo Patrono) ad un incrocio si scorge una maestà (S. Rocco, S. Antonio), si prende a destra per via S. Simeone, in aperta campagna. Al primo quadrivio si prende a sinistra per via Ose e si prosegue per via Torte per confluire sulla sp 404 (via Assisi) duecento metri prima dell’attraversamento del ponte sul fiume Topino per giungere a Passaggio di Bettona (km

Dalla rotonda posta davanti alla chiesa della Madonna del Ponte si va verso destra fino a Signoria di Torgiano (Km 16) sp 403 e si prosegue verso Torgiano fino al bivio per Pontenuovo-Deruta (km 18), imboccare a sinistra la sp 400 fino a Pontenuovo (km 20) e proseguire per Deruta (km 22).

Note: si possono evitare circa 3,5 km di sp 403 tra Passaggio e Signoria, imboccando a destra (alla seconda rotonda a partire dalla chiesa della Madonna del Ponte, circa 500 m) per via Ponte di Ferro e proseguendo poi per via Salceto che riporta alla 403 nei pressi della loc. Signoria.

Se si decide di arrivare al Santuario della Madonna dei Bagni, il percorso diventa di 24 km perché il Santuario sta 2 km a sud della zona commerciale di Deruta, dove invece è possibile alloggiare all’hotel Melody (40/45 euro la mezza pensione) o al vicino agriturismo Alveare- via della vigna 7 (solo pernottamento 30 euro bassa stagione, 60 alta).

Da Deruta a Todi (Km 25). 23 km

(se si parte dal Santuario della Madonna dei Bagni.)

Itinerario facile, basta seguire la vecchia ss. Tiberina, attualmente suddivisa in diversi tronchi di strade provinciali, che costeggia praticamente sempre la E45.

Il primo centro abitato è Casalina (km 3,5) sulla cui piazza principale si trova la chiesa di san Girolamo ed annesso antico spedale dei pellegrini. Dopo Ripabianca (km 6,5), al bivio (km 7) proseguire per Collepepe e al km 8,5 proseguire sulla sp 383 di Pantalla. Al km 9,5 ignorare la segnaletica stradale per Todi sulla destra e proseguire diritto. Oltrepassato Collepepe si giunge ad Acquasanta (km 12). Sulla destra, vicino al Tevere, la chiesetta della Madonna dell’Acquasanta con affresco di scuola senese del sec. XVI. Pantalla (km 14), rettilineo fino al km 19,500. A sinistra per Pian di Porto, si percorre un lungo rettilineo lungo la E 45 poi nei pressi dell’Hotel Palace si gira verso destra e si imbocca un sottopasso sulla strada che va verso Orvieto, ai piedi del colle di Todi. Al primo incrocio si gira a sinistra per Ponte Rio (km 23) fino alla fine dell’abitato, dove nei pressi di una antica chiesa posta accanto alla strada sopraelevata, si prende a destra per una strada in forte pendenza (poco più di un km, ma veramente duro) che costeggia l’antico cimitero di Todi ed entra nella città da Porta Perugina.

Note: vi consigliamo di seguire l’itinerario indicato, anche se si tratta di strada asfaltata, perché poco trafficata e perché non esistono, al momento, alternative valide. Si sta comunque cercando di realizzare un percorso verde lungo il Tevere che, una volta definito, verrà indicato in questa guida.

Da Todi a Amelia (Km 34).

Uscendo dal centro storico attraverso la porta Amerina (a Todi detta anche porta Fratta) si scende per via s. Raffaele, piccola sosta alla chiesetta romanica di s. Stefano, e si prosegue per via delle Piagge fino a Ponte Naia. Cappella della Beata Vergine del Perpetuo Soccorso (km 1,2), poi andando in direzione Fiore (lungo il campo sportivo) si incontra (km 3) la chiesetta di S. Maria delle Grazie fatta costruire da Antonio Di Domenico PGR nel 1734 su precedente edicola del ‘500. poco più avanti si prende per la strada bianca a sinistra che costeggia il fiume Arnata e si dirige verso la Torricella. Superata l’unica casa che si incontra a sinistra lungo la strada in salita, ci si addentra subito dopo in un boschetto che porta ad una nuova piantagione di noci, al termine della quale la stradina rientra nel bosco dove al primo incrocio si gira a destra in direzione del toponimo Ospedaletto di Vasciano (km 6) o antico Ospedale di S. Maria Maddalena, posto lungo la via Amerina. La strada prosegue in direzione sud lungo la riva destra dell’Arnata fino a giungere al bel Ponte di Pesciano, tenendo sempre d’occhio sulla collina di fronte la Torre Olivola (strategica torre segnaletica a presidio della via Amerina che caratterizza questo tratto di territorio).

Attraversato il ponte di Pesciano si prosegue costeggiando l’Arnata, ora lungo la riva sinistra, fino al mulino di Ciuccio (oggi detto degli Inglesi). Superato il mulino di circa 200 metri ci si addentra nel bosco verso sinistra per circa 100 metri dirigendosi verso il guado del Fosso di Civitella, affluente dell’Arnata.

Attraversato il torrente, si entra in un campo seminativo che costeggia il tracciato della via Amerina nascosto tra filari di alberi posti lungo il campo sulla destra. Alla fine del campo, si prosegue per la strada che costeggia l’Azienda Faunistica Anguillara fino ai resti dell’antico ponte della Falce posto nei pressi del mulino Olivieri o di Pesciano. Attraversato il ponte della Falce prendere a destra per una dura salita che costeggia sempre l’Azienda Faunistica e porta alla mestaiola di Sismano (S. Eurosia), dove scollina e si dirige in discesa verso Forte Cesare e Castel dell’Aquila che si intravedono all’orizzonte verso sud. Di poco scostato a sinistra si vede anche Avigliano Umbro con la inconfondibile torre quadrata dell’acquedotto.

Percorsi alternativi:

1) al mulino degli Inglesi, abbandonare la strada maestra e dirigersi – prima del fabbricato – a sinistra verso l’Arnata per attraversarlo sopra un piccolo ponte pedonale e proseguire per la strada bianca per circa 3 km fino al mulino di Pesciano o Olivieri (consente di evitare il passaggio a guado del Fosso di Civitella che soprattutto nei mesi invernali porta molta acqua).

2) al mulino Olivieri si può costeggiare per circa 500 metri la riva sinistra del fiume fino ai resti del ponte romano della Falce e quindi prendere la ripida salita a sinistra prima del ponte verso la mestaiola di Sismano oppure si può salire fino alla mestaiola di Sismano per una strada alternativa più comoda della precedente, carrozzabile, anche se bianca ma un po’ più lunga, partendo direttamente dal molino Olivieri.

Dalla mestaiola di Sismano,dedicata a S. Eurosia, comunque procedere per la strada indicata prima che si dirige verso Castel dell’Aquila, attraverso i toponimi di Osteriaccia, Poggio della Mandorla, Santomanno, tenendo sempre sulla destra la sagoma inconfondibile di Forte Cesare Giunti alla zona artigianale ci si immette sulla strada asfaltata (km 18,5) che porta all’abitato di Castel dell’Aquila (km 20) sovrastato dalla chiesa di San Giacomo. Il paese dispone per l’accoglienza del centro parrocchiale, oltre ad alcuni agriturismi.

In caso di gruppi numerosi, nelle immediate vicinanze del centro parrocchiale c'è anche una palestra comunale (Comune di Montecastrilli) dove è possibile usufruire delle docce; rivolgendosi preventivamente all'incaricato o ottenere autorizzazione dal Comune di Montecastrilli.

A Castel dell'Aquila è possibile effettuare una semitappa per chi non riesce a fare l'intero tratto di 34 km tra Todi e Amelia.

Da Castel dell'Aquila ad Amelia rimangono 14 km, un percorso abbastanza facile e interamente segnato, quasi tutto in piano o discesa, ad eccezione di un leggera ascesa tra il ponte di S. Maria in Canale e le rovine del Castello del Lacoscello e circa un km di salita dal ponte di san Leonardo al convento dei Cappuccini (già antico ospedale di san Giacomo). Per chi percorre il Cammino Francescano dei Monti Amerini, con una piccola deviazione di pochi km. è possibile visitare sopra Collicello lo speco francescano ed il vicino rudere di un antico convento benedettino (richiedere informazioni sul posto).

Comunque uscendo da Castel dell'Aquila ci si immette sulla provinciale che va verso Amelia, dopo circa 700 metri in corrispondenza di un edicola sacra, prendere la stradina bianca a dx che va a costeggiare il torrente, fino al ponte di Collicello, si riprende la provinciale verso Amelia per circa 200 metri e si lascia di nuovo per la stradina bianca sulla dx; si prosegue fino in cima in loc. Laguscello, per ridiscendere a sn verso la stessa provinciale che conduce a Sambucetole; all'ingresso del paese si prende per l'indicazione dei Cappuccini Km 2. L'attuale convento dei Cappuccini venne costruito ampliando l'antico ospedale di san Giacomo, dal piazzale antistante già si vede il profilo di Amelia che dista circa 5 km. Si prosegue per la stessa strada fino a giungere al parco fluviale del Rio Grande, attraversato un nuovo ponte di legno, si sale sino ad Amelia che è di fronte.

Da Amelia a Orte (Km 18)

Tra Amelia ed Orte si possono fare diversi itinerari:

il primo è prendere la strada asfaltata che congiunge i due centri, circa 15 km.

Poi ce ne sono altri due che hanno in comune la prima parte fino ad arrivare in prossimità del confine tra le province di Terni e Viterbo (Umbria e Lazio), poi si può optare per una strada di fondovalle, lungo il Rio Grande o di crinale. Le due strade si ricongiungono circa 2 km prima di entrare nella cittadina di Orte. Di questi due che sono quelli da noi consigliati, quello di crinale è più breve (circa 16 km) quello di fondovalle è un po' più lungo (circa 18 km) ma assai più interessante sia dal punto di vista naturalistico (si attraversa il Rio Grande a guado ed una zona di solfatare con emissioni gassose e sorgive) sia dal punto di vista archeologico perchè si costeggia un tratto del fondo della antica via Amerina con i resti di un monumento funebre romano e si possono visitare gli scavi di un antico porto fluviale sul Tevere in loc. Seripola.

Partendo da porta Romana si prende la via primo Maggio verso Giove e si percorre per circa 3 km fino alla grotta di Lourdes in loc. Montenero. Da quel punto si prende la strada di S. Silvestro e la si percorre tutta sul crinale per circa 1 km e 400 m. L'ultimo tratto costeggia un grande vigneto, nel quale poi si entra per costeggiare il tracciato della antica via che si può intuire tra i rovi, sulla dx.Alla fine del vigneto si continua a costeggiare l'antico tracciato o si percorre in alternativa un sentiero nel bosco che ricalca ugualmente una vecchia strada o il sentiero fatto dall'ENEL sotto i pali di un elettrodotto in direzione Sud (il tutto per circa 500 m.). Si prosegue poi per circa 1 km lungo il bordo del campo stessa direzione, tenendo sulla destra il visibile antico tracciato segnato da rovi, ma anche da alberi di alto fusto, al confine tra le proprietà. Al termine del campo, sotto una villa di recente costruzione arroccata sul poggio, il cammino si divarica.

1) itinerario di crinale: si prende a sn, 100 m. fino alla provinciale Amelia Orte che si imbocca verso dx e la si percorre per circa 2, 5 km costeggiando gli agriturismi Campo Antico e la Vecchia Fattoria ed un altro casolare con una grande torre palombara fino ad una curva dove ci prende la strada bianca in accentuata salita, proseguendo poi lungo il crinale, avendo come punto di riferimento il casolare posto più in alto (loc. Cimacolle). Si prosegue costeggiando il fondo chiuso propr. Ciucci per circa un km fino alla confluenza della strada bianca sulla strada asfaltata che proviene da Penna in Teverina. Di fronte si vedrà l'indicazione del porto di Seripola (per chi volesse comunque visitarlo, è distante circa 500 metri, si deve scendere oltre l'agriturismo "la Chiocciola" fino al Tevere e poi tornare indietro fino al precedente incrocio) ; qui è il punto di incontro con l'altro itinerario di fondovalle (che sale dal porto di Seripola), da dove si prosegue per Orte, prendendo la strada provinciale verso sn per 700 m. e poi svoltare a dx per uno sterrato che discende verso il fiume e l'autostrada.

Al primo incrocio con una stradina interpoderale asfaltata, si prosegue a sn per 1,1 km fino a gioungere in prossimità della antica chiesa di San Lorenzo con memoria del passaggio di san Francesco (attualmente privata, ma in genere il proprietario su richiesta la lascia visitare). Si prosegue poi per un sottopassaggio oltre il quale si incontra un fontanile con copiosa acqua acetosa. Dopo il fontanile, a 100 m. ci si immette sulla strada principale verso dx., attraversato Tevere e Autostrada si prende la stradina posta sulla curva in forte ascesa per entrare ad Orte dalla porta di San Cesareo.


Itinerario La Via Amerina
Dobbiamo distinguerlo in due parti:

La prima è quella che parte dalla mansio ad Vacanas e giunge ad Ameria.

La seconda è quella che parte da Ameria e prosegue per Todi, Perugia, Gubbio, Luceoli, ecc.

La prima era sicuramente basolata, la seconda probabilmente no.

Quindi la prima parte è sicuramente individuabile per quasi tutto il suo tracciato, perché vari tratti di basolato emergono perfettamente conservati, utilizzati talvolta ancora come strade interpoderali.

Rilevamenti e scavi sono stati effettuati dall’Istituto Britannico fino a Puntone del Ponte (insediamento falisco situato tra Corchiano e Gallese/Vasanello) nel periodo a cavallo tra sec. XIX e sec. XX.
Dal 1973 al 1985 l’archeologo T. Potter del B.M. ha condotto importantissime ricerche nei dintorni di Nepi, sull’ antico abitato di Narce che sorgeva lungo l’Amerina ed è giunto alla scoperta della domusculta di Capracorum, tipo di insediamento rurale fortificato del periodo alto medievale tra villa rustica (ex periodo imperiale) e castello vero e proprio.

Nel 1983 sono cominciati gli scavi in loc. San Lorenzo, Tre Ponti e Cavo degli Zucchi da parte del Gruppo Archeologico Romano sotto la direzione della D.ssa Laura Caretta, a sud di Falerii Novi che hanno rivelato, ai margini del basolato perfettamente conservato e poggiato su precedenti strade ricavate nel tufo, la necropoli della città con sepolture databili dal II sec. A.C. al IV dell’era volgare.

Alcune di queste tombe sono state rinvenute miracolosamente intatte, nonostante la frequentazione bimillenaria del sito, che ha visto il passaggio di orde di invasori da ultimo i Normanni che hanno distrutto nel 1100 Falerii Novi. E poi tombaroli a non finire.

Da Puntone del Ponte la strada giungeva a Vasanello passando ad Ovest di Gallese nei pressi della stazione ferroviaria di Montilapi e da li scendeva verso le Terme di Orte, costeggiava il lago Vadimone e attraversava il Tevere nei pressi del porto di Seripola, poi proseguiva lungo il corso del Rio Grande con un paio di attraversamenti.
Si stabiliva sulla riva sinistra di fronte alle solfatare, proseguiva in direzione Totano fino alle pendici di Monte Nero (ove attualmente c’è la grotta della Madonna di Lourdes) e poi verso Amelia sull’attuale tracciato della Provinciale ai lati della quale emergono inconfondibili testimonianze del suo passaggio, peraltro documentato fino al sec. XVIII dalle relazioni delle visite periodiche dei maggiorenti della Città di Amelia ai confini del Comune, sulle quali viene riportato che “ partendo da Porta Busolina prendevano la strada romana fino a Montenero, ecc:”

La distanza da Roma alla mansio ad Vacanas era di 21 miglia. Fino ad Amelia altre 34, cioè 51 km mentre la linea virtuale diretta misurerebbe solo 48 Km.

Del ponte sul Tevere nei pressi di Seripola non è rimasta traccia, mentre sono evidenti i resti del cosiddetto Ponte di Augusto, situato circa 1 Km più verso Orte.

Comunque l’abitato di Seripola dovrebbe essere stato abbandonato intorno al VII secolo d.C. Molti si affannano a costruire complicate teorie che servono a poco.

I due ponti potevano coesistere, oppure un nuovo ponte è stato costruito nel tempo più a Sud per ragioni di opportunità magari dettate dai movimenti del lago vulcanico di Vadimone o dagli allagamenti della valle delTevere prodotti dalle ricorrenti mutazioni climatiche.

Per il momento non ci è dato di sapere, anche perché studi approfonditi sui resti del cosiddetto Ponte di Augusto, salvo errori, non esistono.
E’ certo che da Seripola partiva anche un’altra strada di crinale che raggiungeva la strategica collina di Cimacolle per poi raggiungere località Campo Antico e da li Totano.Cimacolle oltre ad essere collegato con una strada diretta al porto di Seripola, guarda diretto anche al cosiddetto Ponte di Augusto. C’è da approfondire.

Il Ponte di Augusto, detto anche Pontaccio è crollato tra il 1514 e il 1524, si dice per le piene del Tevere. Qualcuno afferma che sia stato fatto crollare per ragioni strategiche legate alla difesa di Bracciano.

Sicuramente il traffico sulla via Amerina da quel momento è molto diminuito e da quel momento, fino alla costruzione di un nuovo ponte, l’attraversamento del Tevere avverrà con le barche o barconi. Abbiamo due toponimi “Barca”: uno nei pressi del l’antico porto di Seripola e l’altro,
la Barca di San Francesco, in corrispondenza della strada che scendeva da Castel Bagnolo.
In alcune carte del sei/settecento la via Amerina è segnata lì da dove proseguiva verso Narni e Todi senza passare per Amelia, ricalcando praticamente il tracciato della attuale Tiberina, con un passo di Amelia tuttora esistente nei pressi di Sangemini

A proposito di San Francesco almeno un volta deve essere transitato sulla via Amerina di ritorno da Roma nel 1209, dopo l’approvazione orale della Regola da parte di Innocenzo III.
I biografi raccontano della sua sosta ad Orte per una quindicina di giorni e del passaggio attraverso una zona ricca di sorgenti d’acqua ferruginosa e di fumarole di tipo solfureo, dunque le attuali terme, l’acqua acetosa di San Lorenso, le solfatare lungo il Rio Grande…
C’è chi dice che abbia sostato presso la Barca di San Francesco nella chiesa di s.Nicolao, chi a s. Masseo, chi a s. Lorenzo. C’è veramente da approfondire, come sulla funzione delle innumerevoli torri e fortificazioni situate nel territorio ortano, sicuramente legate al transito della via Amerina e dei suoi diverticoli. A voi la parola!

Il secondo tratto per Todi, Perugia, Gubbio, ecc., partiva da Amelia lungo la riva sinistra del Rio Grande che attraversava in loc. Le Rote; proseguiva poi lungo la sponda destra fino al ponte di San Leonardo (oltre i Cappuccini, per intenderci) ove lo attraversava di nuovo. Proseguiva lungo la vallata collegando tutta una serie di castelli e piccoli paesi (che in realtà sono nati …dopo, sulla via Amerina): Sambucetole, Lacuscello, Collicello, Canale, Frattuccia, Castel dell’Aquila, Forte Cesare fino alla cosiddetta Mestaiola di Sismano nelle cui vicinanze sorgeva il paese di Civitelle.
Da qui si tuffava nella valle del fiume Arnata che costeggiava e attraversava in più punti (o i suoi affluenti) su ponti tuttora esistenti fino a raggiungere Todi ove entrava da Porta Amerina a formare
un decumanus maximus (come dice lo storico e archeologo Giovanni Becatti) ma secondo me è forse più il cardo maximus; attraversato il foro usciva a Nord, traversava il torrente Rio e si dirigeva verso Deruta, Vettona, ecc. sulla riva sinistra del Tevere. Percorso tra Todi e Perugia sostanzialmente ricalcato dalla moderna Via Tiberina.

E’ chiaro che nel medioevo, con la nascita dei castelli, venne gradualmente abbandonato il percorso di fondovalle diventato malsicuro per preferire un nuovo tracciato di crinale, parallelo a quello più antico, che unisce Avigliano, Dunarobba, Sismano, Pesciano, Montenero, Vasciano oppure sul lato opposto S. Restituta, Toscolano, Melezzole, Morre, Collelungo, Izzalini, Fiore, ecc. oppure l’altro
intermedio che unisce Castel dell’Aquila a Camerata e Torre Gentile passando per Torre Olivola che rappresenta la più imponente e strategica fortificazione posta a vigilare sulla valle dell’Arnata tra Castel dell’Aquila e Todi.




Percorso circolare di Collicello:un tracciato tra fra le dolci colline intorno Amelia
Il tracciato del Percorso Circolare di Collicello è un’occasione per camminare lungo antichi percorsi segnalati, incontrando sulla strada ruderi di antichi monasteri, testimonianze di un passato denso di storia e di misticismo, immmergendosi in un ambiente di tranquillità senza pari, impreziosito da una flora e da una fauna di grande interesse.
Lungo il percorso, piacevole soprattutto nella bella stagione, ci si imbatte nel passaggio per lo "Speco Francescano" dove si può visitare l'angusta "Grotta" dove secondo la storia-leggenda si fermava a pregare San Francesco.

Più oltre si scoprono i ruderi del "Convento Benedettino". Da alcuni bellissimi particolari ancora intatti si può immaginare il passato splendore architettonico della costruzione.
Proseguendo ci si avvia al Belvedere verso la Piana di Monte Piglio attraversando prati dove è se si è fortunati è possibile ancora vedere cavalli allo stato brado, allevamenti di daini e greggi di pecore.
In prossimità dell'abitato di Collicello, al termine dell'escursione, si scoprono le rovine del "Castello di Canale", un complesso molto articolato, ricco di storia e di fascino.
Quando si avvistano le possenti torri che caratterizzano il piccolo centro di Collicello siamo giunti alla fine di questa incantevole passeggiata in questo angolo dell'Umbria.

Il Percorso Circolare di Collicello è aperto tutto l'anno.
Sono previsti tre tipi di percorsi:

- Percorso rosso - Mountain bike di 10 km

- Percorso verde breve di 6 km;

- Percorso blu completo di 11 km
Info: www.prolococollicello.it


Percorso da da Amelia a Montecampano

Percorso tra boschi secolari, rocche e castelli
Il territorio amerino si snoda tra boschi tipici della macchia mediterranea, rilievi collinari ed ampie pianure, dove le colture agricole si alternano a vigneti ed uliveti e dove le vicende storiche hanno lasciato il loro segno inconfondibile.
Numerosi i piccoli paesi medioevali, casolari di campagna, resti di antichi castelli e borghi fortificati sorti in posizione strategica lungo quello che, anticamente era il Corridoio Bizantino, l'unica arteria che a partire dal VI secolo d.c. assicurava il collegamento tra Roma e l'Adriatico in alternativa alla Via consolare Flaminia che era sotto il Ducato Longobardo.
Da Amelia, si percorre la Str. Statale 205 in direzione di Narni e, superato il monumentale ingresso a Villa Aspreta, conosciuto come Le Colonne, si prosegue lungo la provinciale Tuderte-Amerina.
Si supera Foce, si lascia la strada provinciale al bivio per Sambucetole che conserva parte dell'impianto medievale e qualche tratto di mura, quindi si raggiunge il paese diCollicello con cerchia muraria e torri ancora visibili, poi Castel dell'Aquila; del castello sorto nel XIII° secolo rimane una torre e parte della cinta muraria.

Qui ha sede il Museo della Civiltà Contadina.
Vicino sono i ruderi di Forte Cesare, strategica fortificazione sorta lungo il Corridoio Bizantino che attraversava il territorio. A Galiscianosi trova la grotta dove soggiornò San Francesco. Non lontano sono i ruderi della Rocca di Canale e infine il grazioso borgo medievale diFrattuccia.

Una piccola area naturalistica tra Porchiano del Monte (Amelia) e Attigliano

Piccola area naturalistica tra Porchiano ed Attigliano, è attraversata da un sentiero ad anello (segnavia rossi e bianchi) che si può percorrere in circa un'ora. L'ingresso è libero e soltanto a piedi. L'ingresso nord si trova lungo la provinciale 86 Porchiano - Attigliano, ed è visibile poiché posto nei pressi di una bacheca esplicativa, dove si può lasciare l'auto. Lungo il sentiero sono presenti una serie di cartelli divulgativi sulle piante e sugli animali presenti nella zona. Ci sono punti che presentano brevi salite. Il sentiero è aperto tutto l'anno e volendo è possibile contattare una guida che gratuitamente accompagnerà i visitatori. Per fare questo, contattare Marcello Paolocci al numero 338 1127340.
Durante l'anno vengono organizzate delle iniziative (corsi di riconoscimento di piante medicinali e alimentari, passeggiate notturne, riconoscimento uccelli, iniziative per le scuole, ecc.) e maggiori indicazioni si possono ricavare consultando il sito: http://www.sentierodipalliccio.blogspot.it/






Informazioni turistiche: I.A.T. - Amerino
Piazza Augusto Vera
05022 Amelia
Tel. 0744.981453 - Fax 0744.981566
E-mail: info@iat.amelia.tr.it



ITINERARI RELIGIOSI NEL TERRITORIO AMERINO

Itinerario Francescano
Chiesa di S.Francesco

San Francesco, nel corso dei suoi continui pellegrinaggi in terra d'Umbria, visità anche Amelia, e alcune località dei dintorni lasciando tracce della sua presenza vivificatrice e del suo operato.
Ad Amelia fu edificata la Chiesa di S.Francesco (1287) cui nel XIV sec. fu annesso il Convento dei frati Minori. All'interno notevoli, nella Cappella di Sant'Antonio, sulla destra, i monumenti funebri della famiglia Geraldini, in particolare quelli di Matteo ed Elisabetta, opera di Agostino di Duccio (1477). Uscendo dalla chiesa si può accedere, a destra, attraverso un bel portale rinascimentale all' Ex Collegio Boccarini, oggi sede del Museo Civico Archeologico e Pinacoteca "E.Rosa" che ospita la nota statua del Germanico.
www.sistemamuseo.it

Chiesa di Santa Maria delle Cinque Fonti

La Chiesa della Madonna delle Cinque Fonti, che risale al sec.XV, con successivi rimaneggiamenti, deve il suo onme alla presenza, nelle immediate vicinanze, di cinque arconi medievali contenenti cinque fonti,purtroppo oggi inglobati da sovrastrutture moderne. La tradizione vuole che la Chiesa sia stata eretta in memoria di una conversione operata dal San Francesco in questo luogo nel 1213.
L’esterno dell’edificio, alquanto semplice, presenta una facciata caratterizzata da due finestre dette del “viandante”: esse permettevano di seguire la messa anche dall’esterno. All’interno vi sono delle pregevoli pitture a fresco; sull'altar maggiore Maria SS.con bambino, ai lati i “Santi Rocco, Cristoforo e Sebastiano”, senza dubbio l’opera più antica.

Convento della SS.Annunziata

Il Convento della SS.Annunziata immerso nel verde di una lecceta a pochi chilometri da Amelia è il più noto ed antico Convento francescano dell'amerino.Il primo nucleo abitato era di eremiti; la chiesa, cui si accede da un bel cortile, presenta all'interno un’Annunciazione dipinta dal Bruschi.
In origine nella chiesa si conservava la famosa “Annunciazione Gardner” dipinta nel 1481da Pier Matteo d’Amelia ed oggi esposta nel Museo Gardner di Boston. Con ingresso dal cortile antistante la chiesa è visitabile il magnifico presepio permanente realizzato interamente in gesso dal presepista spagnolo Juan Marì Oliva coadiuvato da Carlo Chippafreddo di Amelia.

Convento di S.Giacomo dei Cappuccini

L’edificio, a pochi chilometri dal centro è posto in una ammirevole posizione panoramica immersa nel silenzioso verde di un bosco; già ospizio per i pellegrini e gli ammalati (1156), poi dimora delle “Monache di San Magno”, nel sec. XVI (1550?), il complesso,noto come “San Giacomo de Redere”, passò ai frati Minori Cappuccini.Recentemente ampliato e ristrutturato, può ospitare pellegrini e turisti desiderosi di ritemprare lo spirito.
Nella chiesa si possono ammirare: una bella tela attribuita al Piazza, raffigurante “La Madonna con Santi”; un notevole “Crocifisso ligneo” posto nel coro; un pregiato quadro de “L’Ultima cena” collocato nel refettorio. Al centro del chiostro è stata recentemente collocata una moderna statua di San Francesco di Assisi, opera dello sculture Aurelio De Felice.
(fonte: www.sanfracescoassisi.org)



Itinerario Mariano
Ad Amelia e nel suo territorio il culto mariano ha da sempre costituito un saldo punto di riferimento nella maturazione spirituale dei fedeli, la stessa città è consacrata alla Madonna; tante le chiese, le immagini, le edicole Mariane.
Sulla stessa porta principale di accesso alla città, porta Romana, nel 1703 fu posta una iscrizione con la quale la città di Amelia rendeva grazie alla Vergine Maria per averla salvata da un terribile terremoto che nel 1703 sconvolse l’Italia Centrale. Sopra la scritta è altresì presente un’immagine dell’Assunta attribuita a Mario di Amelia (sec. XV).
Nel centro storico si trovano molte Chiese dedicate al culto mariano, come:

La Chiesa di Santa Maria dei Laici o chiesa dell´Ospedaletto, dove nel secolo XIII venne fatto erigere dall´0monima confraternita un piccolo ospedale a sollievo dei poveri e dei pellegrini. La piccola chiesa conserva un immagine della Madonna con il Bambino, molto venerata nel secolo scorso, attribuita a Taddeo Zuccari.
Al piano superiore c´è un importante affresco (sec. XVI) attribuito alla Scuola Senese raffigurante S. Maria dei Laici il quale rappresenta Maria che copre con il suo mantello tutti coloro che si affidano a lei.

La Chiesa della Madonnina ( o Santa Maria di Porta) nella quale si venera un´immagine particolare di Maria: la Madonna è infatti rappresentata nell´atteggiamento di dare il latte al Bambino Gesù; è infatti conosciuta come Madonna del Latte. Si tratta di un affresco del XV sec. asportato da un arco di un vicolo della città.

La Chiesa della Madonna della Visitazione della Confraternita di San Girolamo in Posterola. La chiesa conserva un affresco prima collocato sopra una della porte della città. L´immagine era molto venerata poiché la Vergine concedeva favori e grazie tanto che i papi Paolo III (1548) e Innocenzo X (1646) concessero molte indulgenze ai fedeli che avessero pregato dinanzi ad essa.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta costruita nel punto più alto della città, dove presso l’altare maggiore è custodita la piccola tavola dipinta dell’Assunta, preziosa opera trecentesca attribuita a lungo al pittore senese Duccio di Boninsegna e successivamente ad un anonimo pittore locale. L’immagine per un’antica tradizione viene esposta alla venerazione dei fedeli nei mesi di maggio ed agosto con una solenne processione il giorno 15.

Il Santuario della Madonna delle Grazie nella frazione di Foce si trova il bel santuario della Madonna delle Grazie (sec XVII). Esso conserva un’immagine della Madonna tutt’oggi molto venerata (sec. XV) che un tempo si trovava in una edicola costruita ai piedi del colle, presso il torrente Beccio. Il 13 maggio 1629 la Sacra Immagine fu solennemente e miracolosamente, traslata in paese dove venne costruito l’attuale Santuario e dove il 13 giugno 1859 fu incoronata su nulla osta del papa Pio IX a testimonianza dei tanti fatti prodigiosi avvenuti per intercessione di Maria.

Fonte: Amelia Città di Maria - Sandro Bigi anno 2002



Una passeggiata nel Parco del Rio Grande - AMELIA
Il territorio Amerino, per la sua naturale configurazione, permette la pratica di molti sport all’aria aperta.
Immergersi nella natura, percorrerla a piedi o in mountain bike, viverla nei suoi molteplici aspetti è quello che si può realizzare in questo territorio dove lo sport non è solo fonte di benessere ma anche “un’avventura” da vivere intensamente. Sul territorio si possono effettuare una serie di itinerari naturalistici, molti dei quali opportunamente segnalati, adatti ad ogni grado di preparazione fisica; dalle passeggiate più rilassanti alle impegnative escursioni in trekking e in mountain bike, si può praticare la pesca sportiva e il birdwatching.
I monti del nostra zona si animano anche di un suggestivo mondo sotterraneo, meta degli speleologi. L’esplorazione del sottosuolo riserva inaspettate sorprese nel territorio amerino, basti pensare alle numerose escursioni speleogiche che si possono effettuare nelle cavità naturali della zona.

Per gli amanti dell’equitazione, numerose strutture agrituristiche di Amelia ed intorni offrono la possibilità di seguire dei corsi di equitazione e di effettuare lunghe e piacevoli passeggiate a cavallo nei boschi immergendosi nel verde e nel silenzio delle colline umbre.
Numerosi i parchi attrezzati come "La Cavallerizza", a pochi km da Amelia, il Parco di San Silvestro presso Fornole e il Parco Mattia e S.Giovanni a Porchiano del Monte.

Il Parco del Rio Grande, sulla strada da Amelia a Macchie, è uno dei luoghi più interessanti della zona dove è stata realizzata una pista ciclabile e pedonale e un rilassante percorso-salute provvisto di tabelle e segnalazioni che consente al visitatore di percorrere dei sentieri fino al piccolo specchio d’acqua del lago Vecchio e quindi alla medievale e suggestiva Diga de “La Para”.

Il Lago Vecchio, pittoresco specchio d’acqua ottenuto con lo sbarramento del Rio Grande, con il tempo e grazie al trasporto di sedimenti ha acquistato sempre più i caratteri di un grazioso stagno, le cui sponde, in piccolo, riproducono quelle del Lago di Alviano, con gli ontani, i salici, i pioppi.

In momenti tranquilli si può intravedere il volo di qualche anatra selvatica o di uno spettacolare airone. Il lago può essere attraversato in barca a remi, partendo da un attracco sulla strada comunale per Macchie, percorrendo le sue anse fino a toccare una spiaggetta e giungendo fin sotto alla grande diga medievale in mattoni.

Intorno ad Amelia, incassato in una stretta valle rocciosa, scende il Rio Grande che raccoglie le acque di un insieme di torrenti provenienti dai rilievi retrostanti, passando sotto leggendari ponti dal nome evocativo:l’Infernaccio, Il Purgatorio e il Paradiso.

Ideale per trascorrere una domenica al Lago, il Parco è attrezzato con tavoli per pic-nic; si può anche praticare la pesca sportiva. L’area è oggetto di un progetto di valorizzazione che prevede il recupero delle specie arboree presenti tra cui il reimpianto dei cosiddetti “frutteti antichi” che un tempo caratterizzavano la zona.
La zona è sotto la tutela dell' Associazione "Amici del Rio Grande", associazione di volontariato nata nel 1974 che si prefigge di conservare e tutelare lo sviluppo delle specie animali e vegetali presenti nello specchio d’acqua e nelle sue adiacenze attraverso la creazione e la manutenzione delle strutture necessarie alla fruibilità turistica, nonchè il suo recupero funzionale e la sua valorizzazione. L’associazione gestisce un punto di ristoro presso ponte Alvario, cura la pulizia del percorso pedonale e ciclabile del “Parco fluviale”.
La sede della Associazione si trova in località Ponte Alvario, presso il Rio Grande di Amelia.
tel. 0744-981067 347-4819214




ITINERARI ENOGASTRONOMICI NEL TERRITORIO DI AMELIA



AMELIA E DINTORNI , SAPORI E TRADIZIONI

Infinite sono le trame che legano le tradizioni di questa terra e sono fatte con il profumo dei vini, degli arrosti, con il verde delle erbe e, in molti casi, con le esperienze dell’uomo.

La cucina è una gioia, e, qui, è un aspetto della cultura; è una cucina casalinga e paziente, originalissima, che trova le sue radici nei prodotti della terra e nel ricordo di antiche discipline.

Le tradizioni ancora incontaminate si ricollegano agli usi e alle consuetudini di un piccolo mondo agricolo-rurale. Importanti i primi piatti gustosi,le frittate con le erbe; con la persa o maggiorana , la varietà delle minestre. Di ceci, di zucca, di piselli, di fave.

E poi la cacciagione e la selvaggina, tra cui il”palombaccio alla leccarda”, piatto tipico amerino, in cui il palombaccio viene arrostito allo spiedo e fuoco lento e condito con una salsa particolare detta “leccarda” che si gusta su fette di pane abbrustolito.

E poi il pane, i prodotti da forno, la pasta alimentare, che vengono trattati sia industrialmente sia a livello artigianale. Ricordiamo i manfricoli fatti a mano, il pane e la pizza cotti a legna. Ci sono poi i dolci tipici, con delizie stagionali come il pampepato a Natale, i biscotti con il mosto in autunno e le pizze di Pasqua dolci e al formaggio.

La coltura dell’olivo, diffusissima fin dall’antichità,produce nel territorioun olio extravergine particolarmente apprezzato, vero segreto della cucina che i numerosi frantoi locali ancora ricavano macinando con la mola in pietra o comunque con metodi tradizionali, a garanzia di un prodotto purissimo. Da novembre a febbraio, numerosi frantoi locali presentano l’olio novello con degustazioni a base di bruschetta, pane tostato profumato con aglio (per chi lo gradisce) e abbondante olio.

Per l’olio, c’è una denominazione di origine protetta, estesa sui Colli amerini, e il Comune di Amelia fa parte dell’Associazione “Strada dell’Olio DOP Umbria” , sorta per valorizzare appieno questo prodotto tipico di eccellente qualità, l’olio extravergine di oliva, presente nelle specie moraiolo, leccino, rajo, frantoio, in un territorio che essendo, in larga misura, ancora privo della presenza di parassiti, non necessita l'uso di sostanze anticrittogamiche, consentendo quindi una coltivazione del tutto naturale.

Anche i vini prodotti in queste terre possiedono tutti i requisiti per soddisfare i gusti più esigenti; Amelia e il suo territorio fanno parte della Strada dei Vini Etrusco - Romana che si propone di far conoscere ed apprezzare le produzioni di qualità delle cantine vitivinicole della zona aderenti all’iniziativa. Attraverso un itinerario nelle migliori aziende vitivinicole della zona, si possono degustare i vini D.O.C. dei Colli Amerini, che offrono una varietà che va dai tradizionali bianco, rosso e rosato ai pregiati e delicati Malvasia e Novello.
www.stradadeivinietruscoromana.it

I prodotti della montagna.

Tutto il versante nord dei Monti Amerini è particolarmente indicato per la raccolta dei funghi. In autunno il sottobosco montano offre gradite sorprese anche ai cercatori meno esperti.
Il porcino e l’ovulo sono le specie più raffinate, ma anche le più difficili da trovare.

Tra i prodotti tipici i fichi Girotti, confezionati secondo una tradizione che risale al 1830, essiccati e farciti secondo un metodo di lavorazione manuale del tutto particolare. I fichi locali,di cui già i romani conoscevano la bontà, vengono fatti essiccare poi tagliati , riempiti di condimento (cioccolato e canditi oppure cioccolato e mandorle tostate o noci) e fatti passare sotto una pressa artigianale fino a formare una sorta di mattonella dalla forma rotonda.

Un altro prodotto tipico della zona è la “Fava Cottora” di Collicello (Amelia), recentemente entrata nel Progetto di Sloow Food ”Terre dell’Umbria Meridionale”, per l’istituzione di un nuovo presidio umbro che ne tuteli la sopravvivenza e la diffusione.

AMELIA A TAVOLA ..UN PRANZO

N.B.: (Le ricette e le notizie sul “Pranzo Amerino” sono state gentilmente fornite dalla Dott.ssa Igea Federici di Amelia.)

Antipasti: crostini di fegatini di pollo , bruschetta, prosciutto e salame.

Fettuccine al sugo di pomodoro dove sono stati ben cotti i fegatini di pollo.

Piccioncino e pollo arrosto, patate al forno ed insalata di cicoria di campo o di raperonzoli

Frutta: mele

Dolce: crostata o zuppa inglese (biscotti savoiardi bagnati nel rhum rosso e coperti di buona crema).

La cucina amerina annovera alcune produzioni tipiche e piatti che sono legati ad una tradizione millenaria, che tiene conto del gusto, delle lunghe soste a tavola (almeno fino ad alcuni anni fa), di ricette tramandate spesso oralmente di madre in figlia.
Ora i ritmi sono più veloci, tuttavia la nostalgia delle cose buone, " fatte come una volta" è sempre fortissima negli abitanti del territorio come se la cucina fosse, e per molti aspetti lo è ancora, un antico rito che si ripete quotidianamente.

Punto forte della tradizione amerina e del circondario è la cacciagione, cucinata in svariati modi che sarebbe impossibile elencare.
Un piatto tipico è il " Palombaccio alla leccarda", cucinato con una salsa particolare: la "leccarda" : si dispongono in un tegame di coccio foglie di salvia, un rametto di rosmarino, aglio schiacciato , sale, pepe, olio , bacche di ginepro, un bicchiere di vino bianco, un bicchiere di vino rosso, un bicchiere di aceto, olive nere, due cucchiai di salsa di olive:il tutto è accompagnato dai "palombacci" ( si possono usare anche filetto di vitella o magro di maiale) che vengono cotti allo spiedo, lentamente, mentre il loro sugo va a cadere nel tegame della "leccarda.
La mistura che si forma con il grasso che cola dalla carne allo spiedo e va a finire nel "coccio" della salsa va poi spalmata costantemente sul palombaccio in cottura e sui crostini di pane abbrustoliti.
Per ulteriori informazioni:
www.comune.amelia.tr.it




STRADA DEI VINI ETRUSCO-ROMANA

Percorrere la Strada dei vini Etrusco Romana, nelle antiche terre degli Etruschi e dei Romani lungo il Tevere, rappresenta un vero e proprio viaggio nell'antico e nel moderno, alla ricerca delle suggestioni del paesaggio e di incontri ravvicinati con i vini d'eccellenza e i sapori della tradizione umbra.
La denominazione e il logo sintetizzano le radici culturali che contraddistinguono il territorio: la cultura romana, con la testa del Germanicodi Amelia, e quella etrusca, con la testa di fanciullo dagli affreschi etruschi della tomba Golini nell'Orvietano.
L'itinerario della Strada, segnato da un susseguirsi di cantine e di aziende vinicole, inscindibilmente legato alle bellezze storiche, artistiche e ambientali, è naturalmente connesso con l'offerta della filiera del gusto tradizionale e certificata, dalla produzione olearia della DOP Umbria ai prodotti dell'agricoltura biologica, a quelli tipici e dell'artigianato artistico.
Oltre alla rete degli sportelli turistici territoriali (IAT), lungo la Strada dei Vini è a disposizione dei viaggiatori per documentarsi sui servizi il "Palazzo del Gusto" di Orvieto.
Il percorso della strada è articolato tra le zone di produzione dei vini a Denominazione di origine controllata di Orvieto e Amelia.

La Strada dei Vini Etrusco Romana è parte de "Le strade del vino" dell'Umbria, un progetto regionale che intende promuovere il cosiddetto enoturismo; una particolare forma di turismo che abbina itinerari sul territorio ad alta vocazione vitivinicola con la conoscenza dei valori ambientali, culturali e artistici. È un percorso attraverso le zone di produzione di vini prestigiosi a Denominazione di Origine Controllata bianchi e rossi (Orvieto Classico, Rosso Orvietano, Lago di Corbara, Colli Amerini), oppure con Indicazione Geografica Tipica.

Tra le manifestazioni promozionali che mirano a valorizzare questo prodotto citiamo “Cantine Aperte” a cura del Movimento Turismo Vino, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di maggio, con apertura e degustazioni gratuite nelle cantine aderenti all’iniziativa. Gli appassionati e non solo in questa occasione possono degustare i vini, conoscere i produttori e partecipare alle varie iniziative: passeggiate tra i vigneti, degustazioni tipiche, percorsi alla scoperta del territorio.





Itinerario tra gli organi storici di Amelia e territorio
Viaggio alla conoscenza degli organi storici dell'Amerino
Numerosi sono gli organi storici,oltre a strumenti di più recente costruzione,custoditi nelle Chiese di Amelia e del Comprensorio,che suscitano grande interesse e non solo fra gli addetti al mestiere e amanti della musica.

Ad Amelia presso la Cattedrale, la Chiesa più importante della città ,sono presenti due organi: quello grande, costruito dalla Ditta Rieger nella Slesia Austriaca dentro la cassa settecentesca posta nel presbiterio, che è l'ultimo di una serie di strumenti che si sono succeduti nel corso degli anni, ed un organo positivo ad ala,( per la disposizione delle canne in ordine decrescente da sinistra verso destra) di scuola romana del 1700 ,tipico strumento da trasporto, sia all'interno di grandi Chiese ,che su carri per le processioni.

Tra tutti, sicuramente quello più pregevole per l'intera città, oggetto di visita studio da parte di organisti e organologi, che gode di notevole fama anche all'estero, è quello ubicato nella Chiesa del monastero delle benedettine di S.Magno. Lo strumento, “monacale”, destinato cioè ad essere suonato da religiose, in genere di clausura, è unico nel suo genere in quanto presenta una tastiera posta in cantoria ed una in basso, al piano della Chiesa,chiusa in un armadio, utilizzabile da eventuali musicisti estranei al monastero.

Altri organi sono collocati nelle Chiese di Avigliano Umbro, Collicello, Foce , Guardea,Toscolano, Giove. Quest'ultimo,progettato da Wijnand van de Pol,posto sopra la porta di ingresso della Chiesa parrocchiale,è racchiuso in una cassa riccamente ornata, di tipo nordico ed è lo strumento più interessante dell'intera Provincia di Terni, tra quelli di nuova costruzione.

L'organo della Chiesa di S.Chiara a Lugnano in Teverina, è uno dei pochissimi strumenti antichi ad essere datato (A.D 1756 ) e firmato dall'artefice, l'organaro tedesco Johannes Conradus Werler.

La schedatura la promozione del restauro del ricco patrimonio organario, nonché il ripristino di alcuni strumenti e la progettazione e la costruzione di nuovi, costituiscono parte dell'attività dall'Associazione Ameria Umbra, che sin dagli anni '70 ne cura la valorizzazione e la tutela. L'associazione gestisce al suo interno l'Accademia Organistica Umbra che organizza corsi di perfezionamento e seminari e la Scuola di musica di organo, che conta oltre cento iscritti e che sia per la qualificazione del corpo insegnante che per le iniziative svolte nel Comprensorio, è una delle più affermate in tutta la Regione.

In questo contesto si inserisce la manifestazione, che si effettua ormai da oltre 30 anni,” il Maggio Organistico”,ciclo di concerti che si tengono nelle chiese del Comprensorio nel mese di maggio di ogni anno.


 

   
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